Gastronomia, tutto il buono
della tavola israeliana

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Parlare di cucina israeliana non è così semplice, vista la varietà di influenze culturali e gastronomiche che la compongono. Ci riesce bene un bell’articolo pubblicato online sul sito “Parliamo di viaggi”, che qui riportiamo.

“Sono due le anime che caratterizzano di più la cucina israeliana: quella ebrea con la tradizione “kosher” e quella araba con i tipici sapori mediorientali. Il risultato è un mix di piatti tipici che può soddisfare, secondo me, qualunque palato. Cosa si mangia in Israele? Vi racconto la mia esperienza, concentrata nella mia visita di Gerusalemme, Betlemme e Tel Aviv.

hummusPartiamo dai classici, che io adoro e che ormai sono diffusi anche in Italia nei locali etnici: i falafel e l’hummus. I primi sono polpettine vegetali di ceci tritati e spezie serviti solitamente con una salsa di sesamo e sottaceti, ma si trovano anche al cartoccio in modalità take away. Il secondo è una sorta di purè di ceci con pasta di sesamo, condito con olio di oliva e servito con pane tipo pita. Lo street food è molto diffuso tra le strade del centro di Gerusalemme, dove per pranzo ci si può fermare in una gastronomia per prendere lo “shawarma“, carne di pecora o tacchino cotta allo spiedo tagliata in striscioline e servita come farcitura della pita, arricchita con verdure e salse a piacere (simil kebab).

antipasti

In questi locali, sempre affollati di gente del posto, è possibile comporre il panino a proprio piacimento ed è una soluzione economica e sostanziosa. Altri piatti molto diffusi di origine araba sono il mejadra, un piatto di riso e lenticchie servito con cipolle fritte, il baba ganush (detto anche caviale di melanzane) la carne arrostita e le insalate.
Gli spuntini per strada sono molto diffusi e la maniera migliore per assaggiare un po’ di tutto, facendosi tentare da odori e sapori della cucina locale, è quella di visitare i mercati come quello di Mahane Yehuda, nella città nuova. E quando dico assaggiare intendo proprio assaggiare: ogni bancarella ha il proprio venditore che ha il compito di farti provare le proprie specialità e allora si parte con la frutta secca come i carnosi datteri, per passare al pane, spesso appena sfornato, con le sue varianti (ai semi, integrale, dolce ecc.), per poi agguantare un’oliva e ammirare la verdura “fosforescente” in bella mostra nel bancone vicino.

verdurefosforescentiPoi c’è la carrellata di spezie colorate dagli odori inconfondibili, per finire con i dolci, anch’essi di origine araba come i baklava (pasticcini di pasta fillo e frutta secca, bagnati nel miele e nello sciroppo di zucchero) o ebrea come i kugel, una specie di pudding preparato con il caramello.

melograni
La tradizione della cucina ebrea ha introdotto nella gastronomia israeliana numerosi piatti provenienti dalle zone di origine come il cous cous e la shakshuka (un composto di uova, cipolla, pomodori, peperoni e spezie) dal Nord Africa, il burek e lo yogurt dai Balcani, il jachnun dallo Yemen, la verdura sottaceto e il kibbeh dall’Iraq.

 

Un capitolo a parte lo merita il succo di melagrana, che si trova un po’ ovunque tra le strade della città: è semplicemente buonissimo perchè dolce e la sua dolcezza è dovuta alla macchina utilizzata per spremere il frutto: la particolare pressione evita di coinvolgere la buccia che è amara. Da provare assolutamente.
Fonte: http://www.parliamodiviaggi.it/cosa-si-mangia-in-israele-piatti-tipici-e-influenze-dal-mondo/

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