A proposito di Weinstein. E di stupri

sposine

di Giuseppe Crimaldi –

Dedicato a tutti quelli che si scandalizzano. Ai benpensanti, ai moralisti dell’ultim’ora. Alle anime belle: a quanti si indignano per le molestie (vergognose, a scanso di equivoci, così sgomberiamo subito il campo ai dubbi) di Weinstein, di Spacey, e di tanti altri che hanno sguazzato nella fogna degli abusi hoolywodiani, e non solo.

Ma – mi chiedo e vi chiedo –  dove eravate mentre nel mondo arabo e dintorni si commettevano abominii e sconci sui quali non si alzava né si è mai veramente sollevato il velo mediatico? Dove eravate mentre infibulavano le bambine in Somalia, in Eritrea, in Sudan, nel Ciad, nello Yemen e in molti altri paesi islamici? Dov’eravate quando in Algeria, in Tunisia, in Egitto e nel resto del Maghreb abusavano su donne e ragazzine, magari a decine di uomini? Dove eravate mentre in India sfondavano gli imeni di 15enni inermi su un autobus, facendola spesso e volentieri franca? Dove vi trovavate senza aprire gli occhi quando nei Paesi del Golfo, in Arabia Saudita, nell’Oman, a Dubai, a Gaza o a Tartus si abusava degli omosessuali nel segreto delle spregevoli stanze dorate degli sceicchi, degli emiri o del potente di turno?

weinstein

Harvey Weinstein

Quante anime candide, oggi. Tutti angioletti discesi dal Cielo. Di fronte a responsabilità degne di essere classificate come crimini contro l’umanità – vedi l’Iran o la Palestina di Hamas che lapida le adultere, getta giù nel vuoto dai tetti i “froci”, ma consente poi al genere maschile il possesso mafioso di una donna o di qualunque altro oggetto di desiderio, io mi e vi chiedo dove fosse il genere umano dinanzi alla legittimità di genere. Altro che le sette vergini del paradiso, tra fontane di latte e miele. Ipocriti, maledetti ipocriti.
Perché di questo si tratta. Di  ipocrisia. Oggi tutti pronti a biasimare i “molestatori”, purché siano made in Occidente. Un’alta domanda: ma non provano nemmeno un minimo di vergogna forse le femministe, quelle tout court, quelle che fino a oggi manco mai le abbiamo viste scendere in piazza neppure quando si trattava di difendere le povere yazide, e curde, e irakene finite schiave a farsi fottere nei fetidi letti degli jihadisti del califfato? Di che parliamo allora oggi? E dov’è rimasta l’Unicef – mai pervenuta – per denunciare le nefandezze di Boko Aram o dei violentatori libici, tunisini, marocchini iprofessatori di un Islam “puro” contro le fanciulle rapite, violentate, costrette ad una conversione religiosa all’Islam per non subire la terza, quarta, quinta deflorazione anale?
Chi le ha mai ascoltate e raccolte, quelle povere lacrime? Asia Argento? Portia De Rossi? Vladimir Luxuria, che pure comodamente oggi si associa al partito della ghigliottina? Oppure Monica Bellucci, che solo ora se ne esce denunciando che “le donne stanno scoppiando”?

vergognaCara Bellucci, lei ha ragione: le donne stanno scoppiando. Ma forse lei si è svegliata tardi dal sonno: perché lo scoppio – anzi l’esplosione che mentre lei e tante e tanti altri meravigliosi commentatori da salotto partecipavate ai vernissage tra un festival e l’altro, tra un cocktail e le riprese di un set – c’è già stato da un pezzo. Una esplosione silenziosa; come le lacrime delle donne abusate e ferite non solo a Hollywood o a Parigi o a Milano e a Londra, ma nel resto del mondo. Senza che nessuno gridasse rabbia, come fate adesso.
Scrivo in nome di quelle povere donne violentate ogni giorno in tutto il mondo. Quelle senza nome e senza volto. Stuprate. Abusate. Mortificate nelle carni e nella testa (soprattutto nel cervello) da ignobili e inqualificabili abusi. Dal Sahel al Sahara. Da Manhattan a Jedda. Da Tripoli a Brisbane. Non c’è latitudine per il dolore, ma almeno ricordiamoci di tutte. E tutti.  Dai barconi che trasportano vite innocenti affidate agli scafisti maghrebini (spesso e quasi sempre violentatori) alle povere giovani intabarrate della Malesia o della Nigeria. Anime innocenti destinate ad un inferno che nessuno – persino la prodigiosa Asia Argento  – ha mai teso una mano.
E allora vergognamoci. E soprattutto voi, che solo oggi vi idignate, vergognatevi.

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Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi, giornalista