A Vienna la Palmor replica ad Ap
“Perché gli alleati di Hamas
non possono stare all’Interpol”

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di Yossy Raav –

Il Direttore Generale del Ministero della Giustizia, l’avvocato Emi Palmor intervenendo alla sessione di alto livello della Convenzione anti-corruzione di Vienna ( evento si svolge una volta ogni due anni, con i rappresentanti di circa 180 paesi che partecipano) ha dovuto rispondere e controbattere alle accuse del delegato dell’Autorità palestinese che intendeva creare un’atmosfera anti-israeliana.

Emi Palmor e Christian Lange

Emi Palmor e Christian Lange

Il delegato PA ha fatto una mossa inusuale per avvelenare i lavori della conferenza attaccando frontalmente Israele che si era adoperata per impedire alla PA di ottenere l’adesione all’Interpol,  un’organizzazione internazionale dedita alla cooperazione di polizia e al contrasto del crimine internazionale

Questa è stata la seconda volta che il delegato PA alla conferenza anticorruzione dell’ONU ha tentato di conquistare la scena attaccando Israele. Due anni fa, il delegato PA ha accusato Israele di bruciare i bambini.

Emi Palmor ha risposto alla provocazione del delegato PA nel suo discorso al plenum: “È impossibile passare l’agenda dei lavori a causa del tentativo palestinese di sfruttare un forum professionale delle Nazioni Unite per fare cassa di risonanza ad attacchi politici non correlati alla discussione. L’accordo di riconciliazione con Hamas  dimostra che era più che giustificato il timore di Israele e di altri Paesi di una AP dentro l’Interpol. La PA non può aderire con un’organizzazione terroristica dichiarata da un lato e poi far parte di un organismo dedito alla lotta internazionale contro crimine e terrorismo”.

 

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