Abbiamo il dovere di amare Israele

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di Giuseppe Crimaldi –

Ho appena finito di sfogliare il numero de L’Espresso che dedica a Israele uno dei pezzi più livorosi e carichi di odio che io ricordo di aver letto almeno nell’ultimo decennio. Ci vuol poco a capire da quale parte stia veramente l’autore dell’articolo (che mi fa piacere non citare): basta leggere le prime dieci righe del pezzo, e tanto basta.

abisso_1xxxxxxxxxxI suonatori di grancassa sono sempre in ottima compagnia, quando si tratta di vomitare veleno o di soffiare pericolosamente sul fuoco: ma sorprende che un giornale come L’Espresso abbia consentito di fare tale e tanta disinformazione, riuscendo persino a beatificare Hamas, vero e unico responsabile della drammatica situazione in cui versano i palestinesi.

L’undici novembre il Congresso nazionale della Federazione Italia-Israele mi ha voluto conferire l’incarico di presidente nazionale, che ho accettato con emozione e soprattutto con tanta umiltà. Spero di far bene e ringrazio il mio predecessore Maurizio Borra, che ha egregiamente svolto un mandato non facile.

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Il Congresso della Federazione Italia Israele

Mi ritengo in ogni caso fortunato, perché so di avere con me una squadra formidabile di amici che vogio citare: Aurelio Anselmo, Claudia Disi, Bruno Gazzo, Giorgio Linda, Pietro Miani ed Edmondo Monti, con i quali abbiamo iniziato già a lavorare.

Dedicheremo tutto il nostro impegno ad accrescere il prestigio della Federazione, ad avvicinarla sempre più alle singole associazioni territoriali, a rendere sempre più proficuo il rapporto con l’ambasciata e con L’Unione delle comunità ebraiche italiane, nel rispetto rigoroso dell’autonomia e della laicità che ci appartiene.

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Abbiamo, da spiriti liberi e da uomini e donne del “fare”, un dovere imprescindibile: non lasciare solo Israele, soprattutto in questo momento caratterizzato da equilibri politici internazionali sempre più delicati, da una persistente minaccia del terrorismo di matrice islamica, e da una devastante disinformazione che – come dimostra purtroppo anche l’ultimo articolo de L’Espresso – deforma la verità delle cose e la realtà dei fatti.

Abbiamo il dovere di amare Israele, e di farlo conoscere per ciò che realmente è: un Paese libero, un faro di democrazia nella lugubre notte delle dittature arabe, un avamposto di civiltà. A chi continua a dispensare menzogne travestite da notizie opporremo puntualmente la forza della ragione e della verità.

Il countdown per la distruzione di Israele

Il countdown per la distruzione di Israele

Non posso non ricordare che, a tutt’oggi, in una piazza del centro di Teheran, girano le lancette di un orologio che segna “il tempo che manca alla distruzione di Israele”.

Un macabro, disgustoso count down che indignerà poco gli amici e colleghi giornalisti de L’Espresso (e non solo de L’Espresso…), ma che a noi ripugna: come ripugnano le lapidazioni delle “adultere”, i matrimoni combinati delle spose bambine yemenite, nigeriane ed etiopi, o gli omosessuali lanciati nel vuoto dai tetti dei palazzi a Gaza per mano degli sgherri di Hamas.

In quel complesso scacchiere che chiamiamo Medio Oriente a rifulgere è solo la luce di Israele, al quale nulla è stato regalato. Anzi. Il progresso della sua economia, la magnificenza industriale delle start up, l’apertura di un popolo che vuol vivere in pace con i suoi vicini, il fermento culturale, la ricerca scientifica che fa compiere progressi continui anche nella medicina sono e restano ciò che continueremo ad amare, con buona pace dei suonatori di grancassa, degli amici dei pasdaran e dei mistificatori di verità.

 

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Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi, giornalista