Abu Mazen
al nuovo ambasciatore Usa
“Figlio di un cane”

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Abu Mazen e Ferica Mogherini

Uno stupido è un idiota che non ha fatto carriera. Da questo punto di vista Maḥmūd ʿAbbās, meglio conosciuto con la kunya Abū Māzen, è la sintesi perfetta di questo binomio.

Per lui gli Stati Uniti sono il rifugio dove corre quando il cuore ormai vecchio e malandato gli impone cure adeguate. Allora per lui l’America è buona. Fermo restando, poi, di dimenticarlo quando deve vestire i panni del guerrigliero.
«Figlio di un cane»: così poco fa (oggi, 20 marzo 2018) il presidente palestinese ha qualificato l’ambasciatore Usa in Israele, David Friedman. All’origine della sua collera, la legittimazione dell’amministrazione Trump alle colonie ebraiche nei Territori. «Loro costruiscono sulle loro terre?», ha chiesto Abu Mazen riferendosi a parole attribuite a Friedman. «Lui è un colono», ha esclamato. Settimane fa Abu Mazen aveva lanciato verso Trump un’altra frase ingiuriosa: «Possa crollare la tua casa».
Meno di un mese fa Abu Mazen si era fatto ricoverare di urgenza all’ospedale John Hopkins di Baltimora: “Un’impressionante corteo di auto dei servizi segreti – come riportavano le agenzie e i siti di mezzo mondo – è stato visto” fuori di un hotel della città. L’aereo del presidente palestinese è atterrato alle 3 del pomeriggio dopo un breve volo da New York.

(Ansa)

 

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