Adele Di Consiglio, ebrea

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di Linda Di Benedetto –

Mi chiamo Adele Di Consiglio e sono ebrea. La nostra era una bella famiglia..” Inizia così la storia scritta nel libro “Adele, Celeste e Giorgio” tre storie di Anzio e Nettuno (1938-1945) a cura dell’Associazione culturale “La Tamerice”.

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Una testimonianza in bianco e nero di chi è sopravvissuto alla guerra e attraverso i ricordi, di una vita segnata dalle perdite dei propri cari, fa rivivere al lettore il dramma di quelli anni. Una popolazione decimata dalle leggi razziali, di cui Adele è testimone diretta. Era solo una bambina quando ha dovuto iniziare ad adeguarsi alle leggi razziali, che hanno portato allo sterminio di 6 milioni di ebrei.

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Il racconto continua: “Le scuole elementari fino alla terza le ho frequentate a Roma con i miei fratelli.. noi andavamo a scuola a piedi di pomeriggio, perché in quella scuola pubblica di mattina ci andavano gli ariani. La quarta invece l’ho fatta all’istituto Pie Filippine ad Anzio”.

La piccola Adele di allora con la sua famiglia aveva una merceria in piazza Garibaldi, dove si trova ora il negozio della famiglia De Crescenzi, saccheggiata poi durante lo sfollamento del 1943. Lei con la sua famiglia è fuggita a Roma. Suo padre è stato catturato il 19 febbraio di quell’anno, mentre era in trattoria, con sua madre ed i suoi fratelli. Venduto per 10mila lire. Aveva 12 anni ed ha aspettato tutta la vita il suo ritorno.

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David Di Consiglio matricola 18007, fu deportato da Fossoli ad Auscwitz il 5 aprile 1944, per morire in luogo ignoto. Stessa sorte per suo zio Cesare deportato a Dachau e per lo zio Leone fucilato mentre tentava la fuga. Alle fosse Ardeatine invece è sepolto suo nonno materno Dattilo ed un intera generazione dei Di Consiglio il più piccolo aveva 14 anni.

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Waters e Verdone

Adele Di Consiglio oggi ha 86 anni e vive ad Anzio, non si è mai sposata forse chissà, non ha voluto che un’altra famiglia le fosse portata via. La città ha l’onore di ospitarla e sono in molti a chiedere oggi che le venga riconosciuta la benemerenza, negata durante un consiglio comunale.

Sull’edificio in cui vive c’è un murales dedicato a due personaggi insigniti della cittadinanza onoraria, Rogers Waters e Carlo Verdone. Waters come Adele, ha aspettata tutta la vita il ritorno di suo padre, sbarcato con gli alleati sul nostro Litorale. Uno dei tanti soldati morti per la liberazione. Proprio lui legato dal filo della memoria alla Città di Anzio, cosa penserebbe di tutto questo?

(Eco del Litorale)

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