Ajsha pasdaran

Aisha Silvia Romano

di Andrea Morigi –

Nessuno invoca pietà per i bambini palestinesi sottoposti quotidianamente al lavaggio del cervello dalle tv di Gaza e della Cisgiordania. I programmi dedicati all’infanzia li esortano a prendere esempio dai “martiri”, cioè dai terroristi suicidi, li incitano all’odio verso Israele. Come per un riflesso condizionato, quando vedono la Stella di David, partono lancia in resta contro il nemico. Sono stati trasformati in membri arabi della Hitlerjugend. E poi, quando passano all’azione lanciando pietre, o anche bottiglie molotov e preservativi incendiari contro obiettivi ebraici, c’è chi si lamenta perché finiscono in carcere. Durante il lockdown, dev’essere accaduto anche a Silvia – ora Aisha – Romano di imbattersi nel palinsesto dell’islam fondamentalista e di finirne indottrinata.

Andrea Morigi

Non si spiega altrimenti la sua sensibilità, espressa in un articolo pubblicato a metà agosto sul sito web La Luce, verso le campagne sollevate dalle ong come il centro per i diritti umani Al Mezan, che ha riportato 91 testimonianze relative alla tortura e agli abusi sui bambini palestinesi che tentavano di attraversare la zona cuscinetto imposta da Israele, o area ad accesso limitato, a Gaza.

LE VITTIME Magari volevano passare il confine con un giubbotto imbottito di tritolo che qualche adulto, messosi prudentemente al riparo dall’esplosione, avrebbe fatto saltare in aria insieme al suo indossatore. Nessuno, nemmeno le sigle israeliane bipartisan, ci dice cos’hanno fatto quei minorenni e per quale motivo siano ancora dietro le sbarre. Anzi, proprio la Al Mezan, che raccoglie contributi a destra e a manca dalle istituzioni europee e internazionali, senza peraltro pubblicare i propri bilanci, ignora totalmente l’esistenza di atti di terrorismo contro la popolazione civile israeliana.

GLI INNOCENTI Eppure la conclusione dell’ex cooperante italiana, entrata a pieno titolo nella Ummah, la comunità dei musulmani, è semplice, se non semplicistica: «Ogni bambino è innocente, indipendentemente dalla sua origine, e perciò merita di vivere in libertà. I bambini palestinesi hanno il diritto alla loro sacrosanta libertà: la libertà di vivere un’infanzia serena, senza incorrere nel terrore e nella violenza delle forze occupanti».

Forse perché, quando vengono mandati a uccidere, saranno un po’ immaturi e quindi carenti della piena consapevolezza e del deliberato consenso verso le azioni militari che compiono. Nemmeno un cenno quindi alle centinaia di piccoli israeliani uccisi dai bombardamenti di missili dalla Striscia di Gaza. Sono morti a causa della medesima jihad che il governo italiano ha finanziato pagando il riscatto per la liberazione di Silvia Romano dalla prigionia a cui l’avevano costretta in Somalia i suoi rapitori di Al Shabaab. Ma d’altra parte la giovane – che fu sequestrata in Kenya nel novembre 2018 e rilasciata nel maggio 2020 – nemmeno dopo il ritorno a casa è riuscita a notare da quale parte stia la barbarie. Sarà l’innocenza. La stessa che la ragazza scorge nei piccoli kamikaze di Allah. Che invece sono anch’essi vittime dell’odio islamico. Esattamente come lei.

 (Libero)

 

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