Alla scoperta di Betlemme

According to the tradition, the grotto of the Nativity is the place where Christ was born of the Virgin Mary. On this grotto, a Basilica with a nave and 4 aisles was built and it is accessible through a humble entrance. Around the grotto of the Nativity, there are other grottoes tied to the memory of St. Jerome. Next to the Basilica lies the Church of St. Catherine preceded by a small courtyard.

di Monia Savioli

La Palestina è un crocevia, di civiltà, culture, religioni. Lo è stata in passato e lo è ora, nonostante la difficile situazione politica e sociale: il muro che attraversa i territori separandoli ne è la prova. Patria delle tre religioni monoteistiche, è il luogo natale di Gesù Cristo, temi ai quali lega principalmente il richiamo turistico dalle forti potenzialità di crescita ma è anche il luogo in cui si tentano nuove strade per ripartire e affermare in modo chiaro l’identità culturale e sociale.

Monia Savioli

Monia Savioli

La fase che si sta aprendo ora è quella di un turismo sperimentale che coniuga la scoperta dei luoghi più noti e cari alla cristianità all’interazione con la vita quotidiana dei palestinesi. Seguendo questa strada, a Betlemme alcune case del centro storico sono state trasformate in strutture ricettive autonome dove i turisti possono vivere durante il loro soggiorno e immergersi nella vita della città. Una sorta di albergo diffuso il cui intento è di valorizzare le tradizioni portando i turisti a comprenderle e quindi ad amarle.

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Al momento i posti letto disponibili in questa nuova forma di ospitalità sono solo sessanta, divisi in appartamenti di varie dimensione dotati di cucina, per soddisfare le esigenze delle famiglie, comprese le più numerose. I soffitti animati dalla caratteristica forma di volta a crociera richiamano le strutture di un tempo, quando le dimensioni e gli spazi erano direttamente collegati alle possibilità socio-economiche dei proprietari.

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Dai terrazzi è possibile cogliere l’anima della Old City, i rumori del giorno, i colori e gli odori dei bazar, ma anche il silenzio pieno di stelle della notte. Sui tetti non è raro scorgere dietro a cisterne o al riparo di antenne, i bambini che giocano.

Betlemme apre   le braccia al mondo nonostante le difficoltà dovute a un clima di tensione che governa la zona. Ugualmente sono tanti i turisti provenienti in particolare dalla Russia, ma anche dall’Italia e dagli Usa disposti a sfidare attese e disagi per vivere la toccante e profonda esperienza di trovarsi nei luoghi in cui nacque la religione cristiana e respirare la stessa aria che abbracciò la Natività nella grotta in cui Cristo emise il primo vagito e su cui oggi sorge, in Piazza della Mangiatoia, la Chiesa della Natività, dichiarata patrimonio Unesco nel 2012 e meta ogni giorno di migliaia di visite.

(La Nazione)

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