Alla scuola di Intifada
si studia odio, sangue e violenza

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di Amanda Gross

Uno studio del 2017 di Eldad Pardo dell’Università Ebraica di Gerusalemme ha rilevato, com’è noto,  con quale intensità ai bambini palestinesi venga insegnato di glorificare e prendere in considerazione terrorismo e violenza.

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I piccoli palestinesi devono, fin dai banchi di scuola, imparare a demonizzare gli israeliani e a negare l’esistenza stessa di Israele.

Bambini che crescono con “il desiderio del mio sangue per la mia terra”, oppure “sacrifico il mio sangue per salvare la mia terra”, a cui viene insegnato non solo che si può essere “sacrificati” ma che, anzi, è cosa buona e giusta: i libri di testo delle elementari sono un inseguirsi di odio e violenza, un inno alla morte e di guerra. Naturalmente contro Israele.

Persino i libri di matematica, con uno strano utilizzo dei numeri, sono pieni zeppi di messaggi pericolosi: l’aritmetica è insegnata con il numero dei ‘martiri’ morti nella causa della distruzione di Israele. Figuratevi gli altri libri.

Gli arabi vengono presentati come i veri abitanti di quella terra che l’invasore ebreo avrebbe occupato e ogni cosa viene espressa con una buona dose di folklore denso di arabismo, islam e lotta ad Israele.

Una infanzia negata. Una scuola d’Intifada d’odio, sangue e violenza

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