“Allah Akbar, vi bruciamo vivi…”
Assalto alla caserma di Val-de-Reuil
Ma per il sindaco “ è il caldo…”

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di Mauro Zanon –

Per il sindaco socialista, Marc-Antoine Jamet, si è trattato di un «incidente banale, avvenuto perché il calore dell’estate spinge i giovani a restare fuori nelle strade». Per i poliziotti di Val-de-Reuil, comune situato nel dipartimento dell’Eure, a sud di Rouen, è stata invece una mezz’ora d’inferno, durante la quale hanno temuto il peggio. Nella notte tra giovedì e venerdì, un gruppo di giovani incappucciati, al grido di «Allah Akbar», ha preso d’assalto il commissariato della cittadina normanna, lanciando sassi e petardi, e facendo vivere agli agenti in servizio trenta minuti di terrore.

Mauro Zanon

Mauro Zanon

«Francesi rotti in culo», «venite fuori da lì, vi bruciamo vivi», hanno urlato i quindici delinquenti – con ogni probabilità musulmani visto il grido di battaglia – in direzione delle forze dell’ordine: che hanno dovuto rispondere con i gaslacrimogeni per limitare i danni, fino all’arrivo dei rinforzi della Brigade anticriminalité (Bac) e della Diréction départementale de la sécurité publique (Ddsp). Secondo quanto riportato dalla stampa locale, per fortuna, non c’è stato nessun ferito tra i poliziotti. Ci sono invece stati diversi danni materiali: un’auto di servizio è stata quasi distrutta e tre finestre sono state spaccate.

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Marc-Antoine Jamet

La procura ha aperto un’inchiesta subito dopo l’accaduto e i capi d’accusa che pesano sulla banda di giovani sono «atti vandalici in gruppo contro beni di utilità pubblica» e «violenze volontarie ai danni di persone depositarie dell’autorità pubblica con armi improprie».

L’età dei teppisti, stando ai primi elementi delle investigazioni, oscilla tra i 15 e i 20 anni: alcuni di loro hanno gridato «Allah Akbar» mentre lanciavano ogni oggetto possibile, e soprattutto «materiale pirotecnico», gli altri aiutavano gettando porfidi contro le finestre, con l’obiettivo di far male, molto male

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. Il sindacato dei funzionari della polizia di Stato, Alliance, ha denunciato in un comunicato la «violenze inaudita» dell’attacco subìto dagli agenti del commissariato di Val-de-Reuil. L

’organizzazione sindacale ha voluto inoltre ricordare la situazione drammatica in cui versa la categoria, dimenticata e umiliata dal governo – il quale, tra l’altro, non ha reagito all’assalto di giovedì –, con «poliziotti sull’orlo dell’esaurimento nervoso». E ha sottolineato «la sofferenza» del commissariato di Val-de-Reuil, azzoppato dai tagli continui del personale e dei mezzi a disposizione dei pochi che rimangono.

Dal primo cittadino ci si sarebbe aspettato un messaggio di solidarietà, e invece il socialista Jamet ha parlato di «fake news», amplificate dai media. «L’informazione, in 24 ore, è diventata disinformazione», ha scritto in un comunicato, denunciando le presunte «esagerazioni», le «dicerie» e le «fake news» diffuse dalla stampa. «Sono interpretazioni fantasiose dei fatti», ha aggiunto Jamet.

Nessuna protezione politica, insomma. Nonostante i poliziotti siano da anni le prime vittime delle tensioni sociali. Nel tardo pomeriggio, il Comune ha evocato sette giovani che, dopo aver visto una partita di calcio in un caffè, hanno deciso di «lanciare oggetti e petardi» verso il commissariato. Dimenticando, stranamente, gli insulti ributtanti e il grido islamico con cui hanno «colorato» il loro assalto

 (Libero)

 

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