Altro che laboratorio Covid
era una concessionaria d’auto…

La-falsa-foto-elaborata-al-computer

Era una concessionaria d’auto, e non un ambulatorio anti-pandemia, la struttura abusiva che lo scorso 12 luglio le autorità israeliane hanno fatto demolire vicino a Hebron, su un terreno in Area C (sotto giurisdizione israeliana secondo gli Accordi firmati fra le parti). Dopo aver ignorato l’ingiunzione delle autorità a fermare i lavori illegali, il commerciante palestinese ha cercato di sostenere che la struttura doveva servire da “centro per condurre test sul coronavirus”.

La reale situazione delal struttura abusiva

La falsa versione è stata rilanciata da vari social network palestinesi, con tanto di falsa foto elaborata al computer. Nessuna fonte ufficiale palestinese ha detto che sul sito fosse in fase di costruzione una struttura per tamponi. “Contrariamente alle falsità circolate – ha detto al Jerusalem Post un portavoce dell’amministrazione israeliana – non si trattava affatto di un centro per test covid-19. E’ una totale menzogna. Non abbiamo ricevuto nessuna domanda per la creazione di una struttura coronavirus né dall’Autorità Palestinese né da organizzazioni internazionali, e condanniamo fermamente l’uso cinico di una crisi sanitaria globale a spese dei palestinesi di Hebron”. Funzionari locali dell’Autorità Palestinese a Hebron hanno detto a Times of Israel di non essere a conoscenza di alcun piano per la costruzione di una tale struttura sul sito.

Un portavoce della Municipalità palestinese di Hebron ha confermato al Jerusalem Post che il governo dell’Autorità Palestinese è l’unico soggetto titolato ad aprire centri sanitari nel suo territorio, e che comunque la Municipalità non ha giurisdizione sull’Area C.

(Israelenet)

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