America, Europa
La profezia di Chomsky

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di Marcello Lala –
Avram Noam Chomsky è un linguista e filosofo di fama internazionale, ebreo, padre russo, mamma americana entrambi di religione ebrea.

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Avram Noam Chomsky

Professore emerito del Department of Linguistic and Philosophy del Massachusetts Institute of Technology, è l’uomo che ha elaborato la lista delle 10 regole del controllo sociale, ovvero, le strategie utilizzate per la manipolazione del pubblico attraverso i mass media. E’ firmatario della petizione che  un gruppo di accademici turchi ha lanciato per protestare contro la dura repressione di Erdogan contro la popolazione curda.

Abbiamo incontrato Chomsky a Belgrado a margine di un convegno ed abbiamo scambiato con lui due chiacchiere sulla grande crisi che soffoca l’Europa e sul futuro denso di incertezze che accompagna l’America…

Brexit, Trump, Austria, Olanda, Ungheria Francia: Chomsky sembra non avere dubbi: la valanga anti-establishment non si fermerà, soprattutto in Europa, il fallimento delle politiche neoliberiste porterà al collasso della Unione Europea. “Sarà una svolta tragica con eventi di portata drammatica. L’Europa imploderà.”

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“Le politiche economiche attuate – secondo Chomsky- sino ad ora nel nome della globalizzazione e dell’iperliberismo hanno come avuto come unico risultato la stagnazione e l’impoverimento di gran parte della popolazione. Politiche che non solo hanno messo in ginocchio l’economia ma che hanno anche minato la democrazia. E questo è sotto gli occhi di tutto,  e ancora più evidente in Europa  che negli Stati Uniti ”

Depressione, rabbia, delusione e nessuna speranza per il futuro. Le politiche attuate si sono rivelate una sorta di boomerang per i governi (tranne che per la Germania che in Europa è l’unica che ha conseguito benefici e risultati soddisfacenti). “Eppure la realizzazione dell’Unione Europea è stato sulla carta “uno dei più grandi successi dopo la seconda guerra mondiale. Ma è sotto gli occhi di tutti che sono stati commessi una serie di errori che hanno a poco a poco trasformato l’Unione in una struttura disfunzionale.  Il governo europeo funziona molto bene solo nell’imporre misure di austerità che devastano i paesi più poveri a vantaggio dei bilanci della banche del Nord Europa. Poi una frana, il tutto aggravato dai momenti duri e difficili dell’economia mondiale dopo il disastro della Lehman Brothers”

noam-1_1672796c Ma non solo, non soltanto. Il mondo intero trema. “ Sono venuti al pettine i nodi del Medio Oriente sono emerse drammatiche le conseguenze dell’invasione anglo-americana dell’Iraq che ha generato l’esplosione delle frontiere del Medio Oriente e dell’Africa. C’è stata la nascita dello Stato Islamico (Isis) che contribuisce agli orrori della catastrofe siriana. Con la conseguenza che i paesi confinanti sono stati costretti ad assorbire il flusso di rifugiati. E stesso discorso vale per l’Europa (dove arrivano ondate di migranti), un’Europa sempre più incapace di gestire quella che si è rivelata una catastrofe umana e che come unica azione politica cerca di spingere (pagando) la Turchia a impedire a quei poveri relitti di raggiungere le coste,”

Sul banco di prova dei migranti, certo l’Europa si gioca un grande pezzo di credibilità, se non se l’è giocata già fin troppa. “La verità – continua Chomsky- è che l’ondata di rifugiati e migranti rischia di annientare il progetto di unificazione del progetto europeo. Muri, controllo alle frontiere, molti paesi dell’Ue tra i quali l’Austria, la Svezia, la Danimarca e l’Olanda hanno praticamente sospeso gli accordi di Schengen. Tutto sembra far presupporre che siamo all’inizio della fine. E sempre più a rischi appare anche  l’euro..

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“ Bisogna dire francamente due cose. Sono da sempre convinto che la moneta unica sia stata fatta nascere in un momento sbagliato e che con quelle basi il progetto di unificazione europea fosse troppo ambizioso. La realizzazione dell’euro senza avere alle spalle una solida struttura politica è stata un vero disastro. Detto questo bisogna riconoscere che l’aver superato sentimenti nazionalisti e cancellato le frontiere sia stato un dato importante. D’altro canto però le politiche svolte sino ad ora in campo economico sono state decisamente deludenti, così come non si può far finta di niente, davanti al fenomeno della migrazione che ha fatto chiudere tutti gli stati in se stessi, rischia di saltare tutto. L’Inghilterra è andata via. L’Europa è a un bivio, un bivio molto ma molto pericoloso.”

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E che cosa aspetta l’America dopo il trionfo a sorpresa di Trump e la sconfitta inopinata della Clinton… “L’insoddisfazione verso le istituzioni negli Usa è estesa ha detto in più di una occasione Chomsky- L’unica istituzione che sembra essere sempre rispettata è quella militare. Sconfitta inopinata dei democratici e della Clinton? La verità è un’altra: la Clinton, in altri tempi si sarebbe chiamata una repubblicana moderna… E poi c’è un’altra verità: non ci sono ammortizzatori sociali, i salari sono bloccati e i lavori diventano temporanei invece che permanenti. Si perdono lavori nell’industria manifatturiera in parte per i progressi tecnologici e in parte perché le multinazionali scelgono di produrre all’estero dove i salari sono più bassi. Gli Stati Uniti sono il paese più ricco del mondo, ma se consideriamo il Pil rispetto alle misure di giustizia sociale, nelle statistiche dell’Ocse, il loro posto è molto in basso, alla stregua di paesi come la Grecia e la Turchia…”

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