Amman, “sequestrato” un israeliano
La Giordania ora punta
ad uno scambio di prigionieri

epa07948350 The Jordanian flag flies above an observation tower at the border area of Baqoura in Jordan valley, near the Israeli village of Naharayim at the shared border between Israel and Jordan 21 October 2019 (issued 25 October 2019). Israel is expected to hand over the two small pieces of land, Baqoura and Ghumar, near the countries' shared border that Israel occupied in 1950 and 1967, on the 25th anniversary of the Israel-Jordan peace treaty or 'Wadi Araba', on 26 October 2019. The Jordan-Israel peace treaty that granted Israel a 25-year land arrangement in the 1994 peace treaty recognized Jordan's sovereignty over the lands while allowing Israel to continue to use them. The treaty expires at the end of October 2019, and Jordan's King Abdullah II on 21 October 2019 confirmed he does not plan to renew Israel's access to the two parcels of land, Baqoura and Ghumar. EPA/ATEF SAFADI ATTENTION: This Image is part of a PHOTO SET

A pochi giorni dai 25 anni del Trattato di pace, Israele e Giordania sono in piena crisi diplomatica. Amman ha annunciato il richiamo in patria per consultazioni dell’ambasciatore Ghassan al-Majali in protesta contro la detenzione “inumana e illegale” nello Stato ebraico di due cittadini giordani, Heba Labadi e Abdulrahman. Il ministro degli Esteri hashemita, Ayman Safadi, ha detto che questo è “un primo passo” e che la Giordania ritiene “Israele pienamente responsabile delle vite dei nostri cittadini”.

Intanto, il ministero degli Esteri giordano ha annunciato che è stato arrestato un cittadino israeliano “entrato clandestinamente nel territorio” del regno nella Valle del Giordano. Lo riporta l’agenzia ufficiale Petra. Il portavoce del ministero Sufian al-Qudah ha sostenuto che le autorità stanno indagando per poi inviare l’uomo “alle autorità competenti per le necessarie misure legali”.

Ghassan al-Majali

Ghassan al-Majali

Il sito israeliano Ynet cita in merito il presidente della commissione per gli Affari esteri del parlamento giordano, Nidal Thani, secondo cui è opportuno che l’israeliano sia trattenuto adesso in Giordania come “carta di scambio” al fine di liberare i due cittadini giordani che sono sottoposti ad arresti amministrativi in Israele.

Lo stesso sito cita inoltre il deputato giordano Khalil Atya secondo cui il governo del suo Paese deve sfruttare la situazione creatasi per esigere la liberazione di 22 cittadini giordani che, a quanto gli risulta, scontano pene varie in Israele. Da parte sua la radio militare israeliana ha riferito che ancora non c’è certezza che l’uomo entrato illegalmente ieri in Giordania abbia effettivamente la cittadinanza israeliana.

(Ansamed)

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