Ancora 25 aprile/
Fischiare la stella di Davide
è un crimine ed un errore

Un gruppo di persone contesta la presenza della Brigata Ebraica al corteo del 25 Aprile a Milano, 25 aprile 2017. La Brigata Ebraica è stata contestata da un gruppo di ragazzi dei centri sociali che sventolavano bandiere della Palestina. La contestazione, soltanto verbale, è durata pochi minuti. ANSA/FLAVIO LO SCALZO

Al Corriere ad una lettera sul 25 aprile e la vicenda della Brigata ebraica, ha risposto Aldo Cazzullo nella sua rubrica “Definizione di omissione”

Aldo Cazzullo

Aldo Cazzullo

Caro Aldo, sono a Roma nel corteo della Festa della Liberazione. Vicino a me, in un gruppo dell’Anpi, riconosco un amico, e chiedo notizie sulla separazione della Brigata Ebraica. «Per me — dico — è una ferita, visto che anche gli italiani ebrei hanno combattuto e sono morti come gli altri e quindi devono essere ricordati come gli altri». «La faccenda — mi risponde — si è incasinata con l’oppressione sempre più spinta dei palestinesi da parte degli israeliani. Abbiamo detto loro di tornare nel corteo, ma senza bandiere israeliane; però si sono rifiutati, perché la bandiera con la stella di David era il simbolo della loro tragedia, che continua tuttora con l’accerchiamento di Israele da parte degli Stati arabi». Insisto per capire se c’è stata buona volontà nel trovare un compromesso; ma interviene un uomo che aveva sentito la conversazione. «Per il momento è bene che se ne stiano per conto loro, se vogliono venire con le bandiere d’Israele, simbolo di uno Stato che ruba la terra ai palestinesi e li mura vivi. Non si può festeggiare la liberazione qui e sostenere l’occupazione là». Smettiamo di parlare. Il corteo è lunghissimo, ci sono tanti giovani e sono contento. Ma sento un peso dentro.

 Massimo Marnetto

Caro Massimo,  la mia opinione è che alla stella di Davide non si possa rinunciare, per nessun motivo. Chi fischia la Brigata Ebraica commette politicamente sia un crimine sia un errore.

(Corriere della Sera)

 

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