Ancora 25 aprile/
Quei nuovi “partigiani”
che odiano gli ebrei

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di Edmondo Monti –

Il 25 aprile, in particolare il corteo tradizionale di Milano, è sempre stato per me un mito di libertà e democrazia. Anche per questo il mio 25 aprile non può che essere il 25 aprile delle associazioni per Israele insieme alle quali ho sfilato a sostegno della Brigata Ebraica: dalla Federazione Italia-Israele che, insieme a Laura Malchiodi e Luigi Diamanti, rappresentavo, all’associazione nostra sorella ADI dell’amico Eyal Mizrahi e all’associazione Italia-Israele di Firenze del caro Valentino Baldacci.

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Edmondo Monti

Il 25 aprile deve essere simbolo di libertà e democrazia, per questo dovrebbe stupire, ma non stupisce più da quando l’ANPI per ovvie ragioni anagrafiche non rappresenta più i partigiani, veder sfilare dietro a chi combatteva il nazifascismo, pure strani personaggi che scalmanandosi supportano il terrorismo arabo, che sostengono quindi proprio quelli che, durante la guerra sostenevano il nazismo e lo sterminio degli ebrei ed oggi regimi totalitari ed oscurantisti.

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Sentirsi insultare da questi miseri personaggi non spaventa né tantomeno indigna, non indigna perché è sicuramente un onore sentirsi chiamare “assassini” da chi sostiene il terrore ed ha sostenuto il nazismo, neppure spaventa me di famiglia perseguitata dal nazifascismo, con un nonno (mio omonimo) capo politico antifascista laico e repubblicano ed un padre combattente decorato, catturato dai fascisti, condannato a morte e rocambolescamente fuggito dalle prigioni del regime, di certo erano più preoccupati i poliziotti che erano nel corteo di Milano a proteggerci.

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Bel corteo, emozionante, con il nostro striscione della Federazione Italia-Israele dietro lo striscione della Brigata Ebraica e in mezzo a decine e decine di bandiere israeliane che oggi rappresentano la libertà e la democrazia in Medioriente e rappresentano chi allora grandemente contribuì a portare libertà e democrazia in Europa, in quell’Europa che non aveva saputo proteggerli, che non era riuscita a proteggere milioni di ebrei dalla Shoah. Bel corteo, dicevo, nonostante (anzi con il contributo di) quei poverini che ci coprivano di insulti e, dimostrando così la loro pochezza, hanno acceso i riflettori su di noi innalzandoci.

Infine un grazie di cuore da parte mia e della Federazione ad Eyal Mizrahi che con la sua ineccepibile regia ed organizzazione ha reso perfetto il nostro corteo.

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