Arresti, dimissioni, “sottomissioni”
La polveriera Medio Oriente

(150326) -- CHOSICA, March 26, 2015 (Xinhua) -- Saudi Arabian Defense Minister Mohammed Bin Salman (2nd R) listens to briefing by military officers on the operation at the military operation center in the country's southern area bordering Yemen, March 25, 2015. Adel al-Jubeir, the Saudi ambassador to Washington, announced late Wednesday that his country and its Gulf allies have launched airstrikes on the Houthi rebels in Yemen to protect the legitimate government of President Abd-Rabbu Mansour Hadi. (Xinhua/SPA)

Mohammed Bin Salman

Il Medioriente è in ebollizione. In questi giorni, infatti, sono arrivate notizie che indicano la turbolenta situazione nell’area e vedono tutte protagonista, a vario titolo, l’Arabia Saudita.

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Quattro ministri, diversi ex ministri e undici principi sono finiti in manette dopo l’inchiesta di una “commissione anti-corruzione” nata solamente poche ore prima.

Nello stesso giorno i sauditi hanno intercettato un missile balistico vicino all’aeroporto di Riad, partito dallo Yemen e dalle aree controllate dalle milizie filo-iraniane. Riad da cui nelle stesse ore il primo ministro Saad Hariri ha annunciato le proprie dimissioni. Domenica, invece, il figlio dell’ex principe ereditario è rimasto vittima, assieme altri funzionari di stato, in un misterioso incidente in elicottero.

Nel suo discorso Saad Hariri (sunnita legato all’Arabia Saudita) che ha accusato Iran ed Hezbollah (sciiti):

“Il mio sesto senso mi dice che alcuni mi vogliono morto. C’è un clima molto simile a quello che precedette l’assassinio di mio padre il 14 febbraio 2005. Non permetteremo che il Libano diventi l’innesco dell’insicurezza regionale. Le mani dell’Iran dagli affari del mondo arabo verranno recise”.

Rafik Hariri

L’autobomba che uccise Rafik Hariri

L’ormai ex premier libanese ha tracciato un parallelo con l’autobomba sul lungomare di Beirut in cui venne ucciso suo padre Rafiq in un attentato attribuito a Hezbollah e ai servizi segreti siriani.

Hussein Shaykh

Hussein Shaykh

Non si è fatta attendere la risposta della Repubblica Islamica. Il consigliere del ministero degli Esteri iraniano Hussein Shaykh Islam ha affermato: “Le dimissioni di Hariri sono state decise di concerto col presidente Usa Donald Trump e l’erede al trono saudita Muhammad ben Salman. Sarebbe stato meglio che Hariri avesse rispettato l’onore del popolo libanese, annunciando le dimissioni da Beirut e non da un altro Stato”. La partita fra Arabia Saudita e Iran è aperta e si sta giocando in Libano.

(Progetto Dreyfus)

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