La delegazione italiana
al congresso di Szekszard

 Névtelen1- másolatadi Edmondo Monti –

Il sesto congresso della “Federazione delle Associazioni ungheresi di amicizia con Israele” si è svolto nel bell’edificio ottocentesco della ex sinagoga di  Szekszard, ristrutturato dal comune della città ungherese ed adibito a centro culturale cittadino. Nella mattinata si è svolta, a porte chiuse, l’assemblea della Federazione con la partecipazione dei rappresentanti di 15 associazioni su 23 associate, la presenza di una delegazione composta da 3 persone dell’associazione pro Israele serba di Subotica (gemellata con la contigua associazione ungherese di Seghedino) e della delegazione della Federazione italiana composta da Edmondo Monti (membro dell’Ufficio di Presidenza) e Judit Gal (rappresentante della Federazione italiana presso quella ungherese).

Né vtelen1-másolata

Laszlo Kovacs

Il presidente ha illustrato lo stato attuale dell’iter burocratico relativo alla pratica di omologazione degli emendamenti allo statuto approvati un anno fa.

Ha riferito inoltre che la Federazione ha ottenuto un finanziamento governativo per i rapporti internazionali, finanziamento che permetterà di versare la quota associativa alla “European Alliance for Israel” e darà la possibilità di coprire le spese di viaggio della eventuale prima delegazione da inviare all’estero, probabilmente a Napoli al congresso della Federazione italiana nel novembre prossimo. Il collegio dei revisori non ha rilevato irregolarità nella documentazione contabile ma ha rilevato la scarsa disponibilità delle associazioni a versare le quote associative. L’assemblea ha approvato quindi la relazione ed il rendiconto relativi all’attività del 2016.

thumbs_Edmondo Monti

Edmondo Monti

I presenti hanno quindi discusso sulle modalità organizzative delle commemorazioni per il 70° anniversario dell’indipendenza dello Stato di Israele nel 2018, se presentarsi a livello di Federazione con un grande evento centrale unico nella capitale oppure organizzarsi a livello di associazioni in ambito locale, senza giungere ad una decisione definitiva, sembra però emergere l’orientamento di attuare entrambe le possibilità.

Dopo il pranzo (svoltosi negli stessi locali, al piano superiore, in quello che nella sinagoga originaria era il matroneo), nel pomeriggio si è svolta la parte pubblica del Congresso, con interventi dei rappresentanti dell’Ambasciata di Israele a Budapest e del Ministero degli Esteri di Gerusalemme. Tutti gli interventi sono stati tradotti in simultanea in inglese o ungherese.

Yosef Amrani

Yosef Amrani

Dopo i saluti da parte del presidente della Federazione e del sindaco di Szekszard, Edmondo Monti ha portato i saluti della Federazione italiana e, su richiesta di Laszlo Kovacs presidente della Federazione ungherese, ha letto la lettera indirizzata dal presidente della Federazione italiana, Maurizio Borra, al Congresso.

Il primo intervento è stato quello di S.E. Yosef Amrani, Ambasciatore di Israele, che ha parlato della necessità di ampliare e rafforzare i rapporti economici e commerciali tra i due Paesi (al momento non troppo sviluppati), invitando gli amici di Israele a svolgere un’attività capillare di informazione e di catalizzazione dei rapporti economici e commerciali a livello locale.

Amir Weissbrod

Amir Weissbrod

Nel secondo intervento Amir Weissbrod, capo dell’Ufficio per gli Affari Mediorientali del Ministero degli Esteri israeliano, ha illustrato la situazione politica nell’area mediorientale dal punto di vista di Israele. Ha sottolineato che sono attualmente tre le minacce principali verso Israele e che in ordine di gravità sono: l’Iran, Hamas e l’ISIS. Quanto all’Iran, l’esperto ha spiegato come la minaccia sia molto seria. Mentre con numerosi Stati arabi ed islamici – come l’Egitto, la Giordania o il Qatar, ma anche l’Arabia Saudita – Israele ha sufficienti rapporti politici ed economici “sotto la superficie”, con altri intrattiene solidi rapporti economici anche se non politici, con la Turchia ci sono ottimi rapporti commerciali, ma rapporti critici dal punto di vista politico, la contrapposizione con l’Iran è evidente. Della Russia di Putin si può dire che dietro le quinte le relazioni politiche siano accettabili.

Poco ancora si può dire dell’amministrazione Trump verso Israele ed il conflitto arabo-israeliano, l’atteggiamento di Israele è quindi ancora cauto ed interlocutorio in attesa di atti concreti, ma il fatto che il neo presidente – contrariamente ad Obama – stia facendo la sua prima visita ufficiale proprio in questa area indica che ci possa essere la possibilità di sperare in sviluppi positivi. Non si deve assolutamente sottovalutare la minaccia costituita da Hamas che si teme possa aggredire Israele con missili di nuova generazione. Mentre l’ISIS rappresenta un pericolo relativo trattandosi di un’organizzazione attualmente molto impegnata in altre situazioni poiché attivamente coinvolta in combattimenti quotidiani su fronti distanti da Israele.

index

L’ultimo relatore, il vice Ambasciatore Ohad Kaynar, ha illustrato invece le sfide rappresentate dai “nuovi media” che sono appunto i cosiddetti “social media”. I giovani tra 14 e 24 anni apprendono l’87% delle informazioni da piattaforme come Facebook o Twitter, dove sono disponibili notizie spesso distorte, artefatte o totalmente false. Ha citato come esempio una semplice ricerca su Google: scrivendo la parola “Israele”, la prima pagina di risultati trovati associa il Paese a fenomeni negativi come razzismo, apartheid ecc., questo perché Google trova non i risultati più corretti, ma quelli più popolari.

Ha invitato quindi i presenti a partecipare attivamente ai social media condividendo contenuti positivi e veritieri su Israele e a coinvolgere sempre di più le nuove generazioni nell’attività delle associazioni di amicizia con Israele. La serata si è conclusa con due ore di concerto di famosi cantori ebrei, concerto che ha riscosso un clamoroso successo di pubblico.

 

 

Condividi