Attentato al valico di Rafa
l’Isis ora minaccia Hamas

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Tira una brutta aria a Gaza City. Aria di morte. Crescono le tensioni tra le diverse fazioni palestinesi, mentre si registra il primo attentato terroristico di matrice salafita contro un “soldato” di Hamas.

Fonti locali riferiscono che potrebbe trattarsi solo dell’inizio di una nuova strategia del terrore, questa volta tutto interno alla componente musulmana.
Ieri un giovane proveniente dal Sinai si è fatto esplodere al valico di Rafa, uccidendo la guardia di frontiera palestinese. Che cosa può voler significare questo attentato? Hamas nei mesi scorsi aveva arrestato numerosi salafiti, ma l’episodio di oggi evidenzia il rischio concreto che a breve altri sostenitori dell’Isis potrebbero ripetere il gesto suicida.
Un esponente di Hamas, Ibrahim Madhun, ha accusato «forze esterne» di aver «influenzato negativamente» i giovani di Gaza e «questo è molto grave». Anche Fawzi Barhum, portavoce di Hamas, ha deprecato l’episodio, ma ha anche esaltato la fermezza delle guardie di frontiera che hanno intercettato i due salafiti. «Ciò dimostra – ha rilevato – la bontà dei rapporti con I nostri vicini», ossia cone la autorità egiziane. La famiglia dell’attentatore, secondo le stesse fonti, ha espresso «vergogna» per l’accaduto e finora si è rifiutata di ricevere la salma e di darle sepoltura.

 

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Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi, giornalista