Attenti, arriva l’uomo bianco  

di Giulio Meotti –

Siete bianchi? Non sentitevi in colpa, non avete ucciso voi George Floyd. Essere bianchi è diventato una specie di peccato originale. Se non fate professione di penitenza per essere bianchi, omaggiando immigrazione di massa e multiculturalismo, diventerete un “suprematista bianco”.

Justin Welby

L’arcivescovo di Canterbury ha invitato i “cristiani bianchi” a “pentirsi dei nostri pregiudizi”. Time, la rivista più mainstream che ci sia: “I bianchi hanno ereditato questa supremazia bianca”. Ereditato…

Un ex direttore de La Repubblica pubblica un libro contro “l’uomo bianco”. Le università americane sono piene di corsi sul “white privilege” e in quelle francesi ci sono conferenze “vietate ai bianchi”.

A Parigi non si è abbastanza alla moda se non si scrive sulla blanchité. A ogni strage dove l’assassino è bianco inizia il rito collettivo globale della penitenza. Utoya? Uomo bianco. Christchurch? Uomo bianco.

Strage di Utoya

Neri che uccidono neri? Non fanno notizia. Musulmani che uccidono musulmani e cristiani? Non fanno notizia. Cristiani che uccidono musulmani? Prime pagine. La tratta bianca degli schiavi neri? Ovunque.

La tratta arabo-islamica degli schiavi neri? Tabù. Si proietta tutto il passato sulla generazione attuale, colonialismo, crociate, nascita dell’America, nazismo, schiavitù, tutto finisce nello stesso inginocchiatoio storico, tutto è ricondotto alla vostra pellaccia bianca. Non c’è aperitivo persino che non si concluda senza che riecheggi il grande luogo comune: l’uomo bianco è malvagio.

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