Bologna, il Memoriale dei barboni

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di Daniela Corneo –

Una sorpresa amara. Anzi, amarissima, se si pensa che fra pochi giorni, il 27 gennaio, sarà la Giornata della Memoria in ricordo delle vittime dell’Olocausto. Ci siamo trovati a passare casualmente domenica mattina dal Memoriale della Shoah nell’omonima piazza che sovrasta i binari tra via Carracci e via Matteotti e ci siamo trovati di fronte a uno «spettacolo» che non è degno di un monumento in ricordo delle vittime del genocidio nazista.

Daniela Corneo

Daniela Corneo

Rifiuti, sporcizia,, vestiti stracciati e abbandonati, un odore nauseabondo di urina, qualcuno che dormiva nel sacco a pelo e tracce di altri «rifugi» improvvisati e lasciati lì in fretta e furia insieme a oggetti personali. Quasi impossibile entrare. Domenica ci ha provato qualche turista, oltre a noi, ma il corridoio stretto fra le orbite vuote che caratterizzano il monumento era quasi impossibile da percorrere, senza dover accelerare il passo per vedere e sentire il meno possibile.

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Un’occasione sprecata, perché quei «cubi» all’interno dei due blocchi di acciaio alti 10 metri, che rappresentano le celle dei deportati e il vuoto lasciato da chi le occupava, andrebbero «guardati» con calma. Invece, in quelle condizioni, non è possibile. Sulle pareti esterne, poi, scritte e graffiti che con la memoria non c’entrano nulla.

Il Memoriale della Shoah fu inaugurato durante la Giornata della Memoria di quattro anni fa, il 27 gennaio del 2016, e non è la prima volta che il Comune e la Comunità ebraica si trovano a dover affrontare il problema dei bivacchi.

Alberto Aitini

Alberto Aitini

Ma per scelta della Comunità ebraica, che ha realizzato il Memoriale insieme a istituzioni e privati, non si è mai intervenuti per far spostare i senzatetto che dormono al suo interno, proprio per ciò che rappresenta quel monumento. «Da tempo nel Memoriale — spiega l’assessore alla Sicurezza Alberto Aitini — ci sono delle persone che ci dormono. Abbiamo attivato i servizi sociali del Comune per convincerle a non dormire all’esterno, ma non è facile. Ne abbiamo parlato già altre volte con la Comunità ebraica che non vuole mandare via a forza le persone che si riparano nel monumento, però ci deve essere il rispetto da parte di tutti. Anche se uno dorme lì, quel luogo lo dovrebbe rispettare proprio per quello che rappresenta».

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Quanto alla pulizia, Hera già passa sul piazzale tutti i giorni, ma non è quotidiana, invece, la pulizia all’interno del Memoriale. «Sulla pulizia — promette Aitini — dobbiamo senz’altro agire immediatamente, aumenteremo l’impegno, perché evidentemente non basta la pulizia saltuaria. Quel monumento deve avere la pulizia e il decoro che merita». Sui graffiti, invece, Palazzo d’Accursio spiega che periodicamente vengono rimossi disegni e tag che deturpano il Memoriale, così come altri monumenti pubblici. «A ridosso della Giornata della Memoria — conclude Aitini — passeremo anche a rimuovere quelli».

(Corriere della Sera)

 

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