Brucia Haifa, ottantamila evacuati
Netanyahu “E’ terrorismo”

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di Sandro Pace

Haifa brucia, tre giorni di fuoco, incendi devastanti, spaventosi, drammatici. La terza città israeliana, 300 mila abitanti, è un gigantesco braciere, muri in fiamme, il cuore della città è enorme rogo, solo l’opera tempestiva dei vigili del fuoco è riescito a tamponare una situazione difficilissima, i focolai si susseguono e si moltiplicano. Ottantamila sono gli evacuati, un cittadino su quattro ha dovuto abbandonare la casa. Scuole e università sono state chiuse, alcuni pazienti sono stati portati fuori da un ospedale geriatrico.

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Più di settemila case sono senza energia elettrica. E’ stata chiusa temporaneamente al traffico una parte dell’autostrada 443 che collega Gerusalemme e Tel Aviv, a seguito di un nuovo incendio registrato vicino alla città di Modiin.

 Le cause?  Benjamin Netanyahu non sembra avere dubbi: “terrorismo e come tale sarà trattato”: Le cause degli incendi sono molteplici ma i servizi di sicurezza sono giunti alla convinzione che almeno la metà dei focolai sono di natura dolosa. Il capo della polizia Roni Alsheich, ha annunciato non solo che alcuni degli incendi potrebbero essere dolosi ma anche che dietro queste azioni criminose ci sarebbero motivazioni politiche. “Ci sono incendi dolosi e molti non dolosi”, ha detto, aggiungendo che è probabile che “laddove si è trattato di incendi dolosi, si va nella direzione nazionalistica”. Sono stati effettuati anche una serie di arresti.

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Di diverso parere il ministro dell’Istruzione israeliano Naftali Bennett che ha scritto su Twitter (hashtag #Israelisburning) che i piromani non possono essere ebrei. “Solo coloro ai quali lo Stato non appartiene sono capaci di bruciarlo”. Altri hanno parlato anche di “intifada degli incendi dolosi

Brucia Haifa ma bruciano anche le foreste a ovest di Gerusalemme: il governo israeliano ha chiesto assistenza internazionale. Grecia, Cipro, Croazia, Turchia e Russia hanno offerto aiuto, e diversi velivoli messi a disposizione da Paesi stranieri si sono già uniti agli sforzi per arginare le fiamme.

 

 

 

 

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