Cade l’ultimo velo

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È al vaglio della Commissione Affari Costituzionali della Camera la proposta di legge, del leghista Nicola Molteni, per l’abolizione del velo islamico dai luoghi pubblici. La distinzione tra Niqab (velo che lascia liberi gli occhi) e Burqa (velo integrale, dove anche gli occhi sono coperti) non è contemplata. Entrambi, infatti, se indossati nei luoghi pubblici italiani, causerebbero multe che possono arrivare fino a 2.000 euro.

Invece, a coloro che costringono le donne a indossare il tipico velo islamico spetterà il carcere e, in caso di accertamento del reato di costringimento, l’individuo perderebbe addirittura la possibilità di acquisire la cittadinanza italiana.

Nicola Molteni

Nicola Molteni

La presente proposta di legge mira, invece, a introdurre nel nostro ordinamento giuridico un divieto esplicito a indossare in luogo pubblico o aperto al pubblico indumenti atti a celare il volto, non soltanto per motivi di ordine pubblico e sicurezza – spiega Molteni nella relazione che ha presentato al Parlamento – ma anche perché il burqa e il niqab sono considerati atteggiamenti inconciliabili con i principi fondamentali della Costituzione, primo fra tutti il rispetto della dignità della donna”.

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Una proposta, quella del leghista, che si ispira alle leggi adottate da altri paesi europei (come la Francia), affinché chiunque in un ambiente pubblico sia facilmente riconoscibile. Il primo provvedimento risale al 2011 quando la deputata del Popolo della Libertà, Souad Sbai, sostenuta dagli alleati della Lega, ricevette approvazione da parte della Camera. L’iter si arrestò fino al 2013 quando Molteni presentò un nuovo disegno di legge, riproposto nel 2017 da Roberto Calderoli. Tutte queste occasioni furono un buco nell’acqua, ma Molteni non demorde e ci riprova.

(Libero)

 

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