Carissima Segre, cambi Segre-taria

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di Niram Ferretti –

No, no, no, non ce l’ho proprio con la senatrice Segre, ormai trasformata in Icona assoluta del Bene che trionfa sul Male. E non vorrei più parlarne, come non vorrei più parlare del Messia ambientalista Greta, e di altre cose consimili, ma non posso farne a meno. Come scriveva il sommo Samuel Beckett, “Non posso continuare, devo continuare”.

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Niram Ferretti

Dunque, apprendiamo da La Repubblica che, la senatrice avrebbe mandato un messaggio di solidarietà alle Sardine, sapete, quel movimento “antifascista” e assolutamente spontaneo, assolutamente non eterodiretto, che ha riempito tante piazze e continuerà a riempirle, per mostrare a tutti l’Italia migliore, la mejo gioventù, quella che resiste (“Resistere, resistere, resistere”) contro l’orda nera di quei brutti ceffi dei “sovranisti”.

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Una mare di sindaci per Liliana Segre

Poi c’è un colpo di scena. La senatrice Segre smentisce il messaggio. I sardiniani affermano che è arrivato eccome. E’ lì, e giunge dalla segreteria della senatrice. Dunque c’è qualcuno che fa parte dell’ufficio stampa o della segreteria della senatrice che scrive per lei dei messaggi e li invia.

Strano. Perché si poteva pensare fino a qualche tempo fa che la senatrice Segre come le Sardine, fosse un fenomeno assolutamente spontaneo e non, come è diventata, (suo malgrado?) un nuovo branding della sinistra.

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Liliana con la scorta

Senatrice, lei è donna degnissima e con alle spalle una storia lacerante, perché farsi strumentalizzare in questo modo? La Shoah e l’antisemitismo non sono appannaggio della sinistra. Non sono bandiere ideologiche. Sono fatti tremendi e drammatici che non hanno colore politico. O così dovrebbero essere.

Ma in Italia non lo sono più, perché la sinistra da salottino e quella meno salottiera, stanno tentando di sequestrarli e di usarli come clave contro l’opposizione. Ormai il gioco è scoperto. Occorre dunque, a destra, una bella presa di coscienza e una contromossa, perché finora la sinistra, come lo è da sempre, si è mostrata egemone nella propaganda.

 

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