C’è puzza di Sharia

burkini-730x365

di Gerardo Verolino –

La Fifa proibisce le riprese di tifose “troppo avvenenti” sugli stadi perché le immagini sarebbero a sfondo sessista e quindi meglio evitarle. La stessa decisione presa dall’agenzia fotografica “Getty Images” che a fine giugno dopo aver pubblicato le foto degli scatti sulle “tifose più sexy dei Mondiali”, le ritira, scusandosi pubblicamente per l’accaduto. E ancora prima c’è stata la messa al bando delle ombrelline dalle piste automobilistiche.

Gerardo Verolino 2

Gerardo Verolino

Facebook cancella ogni giorno, attraverso l’algoritmo-censorio, foto di innocenti nudi artistici femminili per un nonnulla. Anche se riguarda donne alle prese con l’atto più naturale e tenero del mondo cioè mentre allattano i propri figli.

Jaed Beall

Jaed Beall

Come nel caso delle foto postate dalla fotografa Jaed Beall tratte dal libro “The Bodies of Mothers” o i quadri di Kate Hansen sullo stesso argomento.

Una foto non di Cicciolina col pitone ma di una castigatissima Mina in minigonna può essere cancellata da Facebook perché considerata pensate un po’ blasfema.

Una volta si è arrivati all’assurdo di vedersi cancellare la foto di una torta, dal proprio profilo Instagram, perché poteva vagamente ricordare la forma di un seno femminile.

drappo rosso sul nudo della statua di Epaminonda

Drappo rosso sula statua di Epaminonda

E che dire dei risvolti politico-religiosi? A Savona viene posto un drappo rosso sul nudo della statua di Epaminonda durante un convegno aperto al dialogo tra le fedi per non offendere i rappresentanti musulmani. Così come avviene per la visita, qualche anno prima, del presidente iraniano Rohani, ai Musei Capitolini di
Roma quando vengono coperti dietro orribili paraventi bianchi le statue di Marco Aurelio a cavallo e delle Veneri, per non turbare la sensibilità dell’illustre ospite. E poi ci sono i nudi di Egon Schiele censurati alla metropolitana di Londra. Così come succede per la mostra sul centenario dell’artista ad Amburgo e Colonia.

A handout picture mad available by the Vienna Tourist Board shows an advertising poster featuring artworks by Austrian painter Egon Schiele reading "100 years old but still too daring today" November 6, 2017 in a London tube station. The nude sulfur painted by Egon Schiele had shocked the Austrian society of the 1910s. One hundred years after his death, which will be commemorated in 2018, nothing is acquired for the dissemination of the most raw works of the star of Viennese expressionism. / AFP PHOTO / AFP PHOTO AND VIENNA TOURIST BOARD / Christian LENDL AND Handout / RESTRICTED TO EDITORIAL USE - MANDATORY CREDIT "AFP PHOTO / CHRISTIAN LENDL / VIENNA TOURIST BOARD / HANDOUT" - NO MARKETING NO ADVERTISING CAMPAIGNS - DISTRIBUTED AS A SERVICE TO CLIENTS

Censurati i nudi di Egon Schiele alla metropolitana di Londra

C’è sempre dietro l’angolo un occhiuto e moderno Daniele da Volterra, il pittore meglio noto col soprannome di Braghettone, quello che, preso dalla “sindrome della foglia di fico” d’epoca controriformista, pensa bene di rivestire ben 38 figure della Cappella Sistina michelangiolesca per non urtare la sensibilità corrente.

Si copre per non offendere. Come se l’avvenenza dei corpi, nudi o vestiti, delle donne, nell’arte e nella vita possano destare ancora scandalo.

Cristo Portacroce, nella chiesa romana di santa Maria sopra Minerva a coprire le pudenda, successivamente, è stato aggiunto un drappo metallico, orrendo

Cristo Portacroce

È in atto la silenziosa burquinizzazione della società. Si copre per conformarsi al maomettismo culturale che ha invaso i nostri comportamenti. Il puzzo oscurantista sa tanto di Sharia. Importiamo nelle nostre società occidentali libere e progredite, anche nei costumi sessuali, i peggiori dettami delle
arcaiche e misogine leggi islamiche che, anche imponendo la copertura del capo, offendono la dignità delle donne. E non solo per modo di dire.

Gli oscurantisti musulmani che non vogliono integrarsi nelle nostre società avanzano ovunque. A Trappes, una località a 30 km da Parigi, nell’Ile-de-France, dove il 70 per cento della popolazione è musulmana, si vedono solo donne in burqua, e non vengono rispettate le leggi dello Stato francese ma solo quelle del Corano.

Trappes

Trappes

Due giornalisti di “Le Monde” che sono stati un anno a Trappes documentando l’esperienza in un libro intitolato “La communauté” hanno lanciato una chiara accusa alla sinistra francese per aver tollerato per troppo tempo ciò che accadeva sotto i loro occhi in questa cittadina, ormai fuori controllo, a pochi passi da Parigi.

In Belgio esiste un partito che si chiama “Islam” (acronimo di integrità, solidarietà, libertà, moralità e autenticità) guidato da un signore di nome Redouane Ahrouch. Questo partito propone l’introduzione di una versione occidentale della Sharia, a partire dai mezzi pubblici dove gli uomini verrebbero separati dalle donne e alle quali andrebbe proibito di uscire a viso scoperto.

Redouane Ahrouch

Redouane Ahrouch

L’obiettivo finale secondo Ahrouch è realizzare “al 100 per cento lo Stato islamico”. Anche in Olanda esiste un partito islamico, il Denk, che alle recenti elezioni ha conquistato il 2 per cento dei voti. Così come in Bosnia e in Finlandia. A Stoccolma, in Svezia, ci sono, da tempo, le Utenforskap, aree proibite, dove
dominano i musulmani che applicano, di fatto, la Sharia, e dove si registra una spaventosa impennata di violenze sessuali su donne svedesi.

Sumaya Abdel Quasser

Sumaya Abdel Quasser

E in Italia? A Catania sappiamo che la locale moschea è pronta ad allearsi col Pd locale per far fronte comune.

A Milano, da poco si è spenta l’eco della vicenda che ha riguardato Sumaya Abdel Quasser, la consigliera comunale del Partito democratico nota per i suoi legami coi Fratelli Musulmani, che è stata costretta, dopo le proteste, a rinunciare alla poltrona di Presidente della Commissione cultura del Comune.

Suk a Torino

A Torino il sindaco, la pentastellata, Appendino, progetta addirittura una città a misura di Sharia dove ci possano essere i menù halal nelle scuole, il Corano sui comodini degli alberghi e i tappetini per pregare Allah, frigobar senza alcolici e TV senza canali per adulti. Sotto la Mole, i Cinquestelle, hanno candidato al Senato un signore dichiaratamente filo-islamico, Paolo Biancone, un economista, responsabile della Finanza islamica dell’Università di Torino che progetta di creare la prima Banca
Islamica in Italia.

È cosa nota che dei circa 2, 6 milioni di musulmani presenti in Italia, un milione con diritto di voto, il 90 per cento, come emerso da un sondaggio del Quotidiano Nazionale, è orientato verso il Pd e il M5S, e che cerca di far valere la sua influenza per poter ottenere lo ius soli e la conquista di una società meno all’occidentale.

Condividi