Cerchietti rossi
Il massacro che nessuno vuole vedere

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La famiglia Youssef sterminata. Le vittime: Nady Youssef Shehata, 54 anni, Kamal Youssef Shehata, 20 anni, Poussy Youssef Shehata, 41 anni, Bishoy Rida Youssef Shehata, 15 anni, Marya Youssef Shehata, 12 anni, Asaad Farouk Labeeb, 36 anni.

di Giulio Meotti –

Il Corriere della Sera e la Repubblica non hanno pubblicato una sola riga sulla strage di cristiani in Egitto. La Stampa ha un misero trafiletto all’interno. E mi fermo ai tre giornali italiani dalle tirature più consistenti. Dopo la strage, un copto ha detto: “Dovrei portare con me una pistola quando vado a pregare perché posso morire se decido di andare in chiesa?”.Ecco qui la famiglia di copti che non c’è più, nella foto in alto cerchiate di rosso alcune delle vittime del massacro, andavano nel monastero che risale al tempo dell’imperatore romano Diocleziano.

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Giulio Meotti 3

Giulio Meotti

La loro “colpa”? Andare a un battesimo. In un terra battezzata al cristianesimo sei secoli prima che nascesse l’Islam e che le belve dell’Isis stanno cercando di cancellare. Noi Occidentali non abbiamo ancora capito che i copti stanno seppellendo i loro cari, noi invece stiamo seppellendo le nostre libertà. Finito “lá”, le belve continueranno “qua”.

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I cani randagi sono trattati con più rispetto e copertura nei nostri media di tutte queste masse di cristiani ingoiate dallo scontro di civiltà. Quando sull’Isola di Faroe i pescatori infilzano qualche balena, tutti lì a scriverne. Per dieci cristiani egiziani uccisi a bruciapelo, non una riga. Pagliacci.

 

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