Charlie Hebdo muore ogni giorno

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La strage di Charlie Hebdo

di Giulio Meotti –

Cinque anni dopo gli omicidi di Charlie Hebdo e Hyper Casher, la Francia ha imparato a convivere con la minaccia islamista” scrive Yves Thréard nell’editoriale in prima pagina di Le Figaro. “Non passa mese, o quasi, senza che un attacco omicida abbia luogo sul nostro suolo, al grido di ‘Allahu Akbar’. Naturalmente non si può certo abbassare la guardia.

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Tutti sono d’accordo su questo. Ma che senso ha combattere contro gli effetti dell’islamismo se non affrontiamo le origini di questa ideologia della morte? Eppure, su questo fronte, la negazione continua a competere con l’ingenuità. In cinque anni non è cambiato nulla. Al contrario! In nome della diversità, della non discriminazione e dei diritti umani, la Francia sta venendo a patti con molti dei colpi inferti alla sua cultura e alla sua storia.

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È tolleranza o debolezza? Gli islamisti continuano la lotta che, anche senza armi, ha tutto il fascino di una guerra di civiltà.

Il famoso ‘spirito di Charlie’, che alcuni pensavano di aver visto esplodere dopo gli attacchi del gennaio 2015, non sarà stato altro che un’illusione?”. Io – che un anno dopo le stragi ho scritto “Hanno ucciso Charlie Hebdo. Il terrorismo e la resa dell’Occidente” – temo proprio di sì.

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