“Chiagni e fotti”, firmato Abu Mazen

Il clan Abbas

di Niram Ferretti –

E’ dal 1994 che l’Autorità Palestinese, il gruppo cleptocratico arabo, domina incontrastato sui feudi di Ramallah, Hebron, Nazaret, Nablus e altri. Affari d’oro, come quelli della premiata ditta Falcon, il conglomerato non a caso chiamato come un uccello rapace visto che controlla un ampio assetto del commercio della Cisgiordania. Parliamo di diverse compagnie, una compagnia per il tabacco e i sigari, una che si occupa di elettricità, una che si occupa di media, una che si occupa di investimenti, una che si occupa di assicurazioni, una che si occupa di progetti e sviluppo.

Niram Ferretti

Lo controllano i fratelli Tareq e Yasser (in memoria del Comandante) Abbas, i figlioli di Abu, il vecchio padrino con aereo privato da 50 milioni di dollari. Muhammad Rashid, all’epoca il consigliere economico del comandante Arafat sostiene che Abu Mazen si sia appropriato di almeno 100 milioni di dollari.

Tutti gli uomini del presidente

Taglieggiando a destra e a manca, rubando qui e là, il pingue vegliardo ha messo a posto se stesso e la famiglia. Nel 2005 quando prese le redini dell’Autorità Palestinese, avrebbe dovuto rimanere in carica quattro anni. E’ ancora lì. Il Parlamento dell’Autorità Palestinese non si è più rinnovato dal 2006.

Tutto è immobile nei suoi feudi, là, dove il tempo non passa mai e la storia è avvitata su se stessa. Per Abu Mazen e la sua gang così deve essere, è sulla base di questa fissità senza sbocchi che si resta perennemente in sella. L’importante è presentare al mondo, senza sosta, la medesima fiction in cui Israele è responsabile dello stallo del fantomatico processo di pace. Ha sempre funzionato, i soldi non hanno mai smesso di arrivare, dall’Europa e anche dagli Stati Uniti, fino a prima di Donald Trump.

Chiagni e fotti è il motto della gang. Non lo hanno mai cambiato dal 1994. Se un meccanismo ben oleato funziona a meraviglia chi è interessato ad alterarlo?

 

 

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