Ci risiamo!
L’Unione europea condanna Israele
per le nuove case in Giudea e Samaria

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di Franco Meda –

Ci risiamo. Continua la politica estera filo palestinese della Unione Europea. Nonostante il fallimento su tutti i fronti della linea Mogherini in Medio Oriente, pare non sia cambiato niente. Anzi. Certo il passaggio di consegne effettivo avverrà solo a novembre, quando entrerà in vigore la commissione della Von der Leyen, ma di certo non sembra essere cambiato niente. L’Unione Europea ha, così, condannato Israele per aver approvato la costruzione di case per ebrei in Giudea e Samaria.

“Le autorità israeliane –  si legge in un documento Ue – hanno approvato l’avanzamento di oltre 2.000 unità abitative in insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata. La posizione dell’Unione europea sulla politica di insediamento israeliana nel territorio palestinese occupato è chiara e rimane invariata: tutte le attività di insediamento sono illegali ai sensi del diritto internazionale ed erodono la fattibilità della soluzione a due stati e le prospettive per una pace duratura “.

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La dichiarazione si riferiva anche all’approvazione del gabinetto della scorsa settimana di 715 unità abitative per arabi palestinesi nell’area C. “La popolazione palestinese – si legge ancora nella nota dell’Unio Europea -che vive nell’area C continua a dover affrontare ripetute confische, demolizioni, sfollamenti ed espropri di terra, mentre quasi tutti i loro piani generali presentati e permessi di costruzione per lo sviluppo palestinese rimangono non approvati”.

“L’UE si aspetta che le autorità israeliane – conclude il documento – soddisfino pienamente i loro obblighi in quanto potere occupante ai sensi del diritto internazionale umanitario e che cessino la politica di costruzione ed espansione degli insediamenti, di designare terreni ad uso esclusivo israeliano e di negare lo sviluppo palestinese. L’UE continuerà a sostenere la ripresa di un processo significativo verso una soluzione negoziata a due stati, l’unico modo realistico e praticabile per soddisfare le legittime aspirazioni di entrambe le parti”.

 

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