Clamorosa svolta all’Unesco
Stop al fronte anti Israele

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di Gianpaolo Santoro –

Una svolta clamorosa. E solo il tempo potrà dirci se si tratta di un cambiamento tattico o di un reale passo in avanti verso una nuova strategia in Medio Oriente.  Un passo verso la pace. Il consiglio direttivo dell’Unesco che si riunirà la prossima settimana a Parigi, per la prima volta dall’aprile 2013 non dovrebbe votare alcuna risoluzione anti-israeliana.

Il comitato di 58 membri che in agenda doveva votare due risoluzioni che condannano le azioni israeliane a Gerusalemme, in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e le alture del Golan, a quanto trapelato, deciderà di ritardare la questione per sei mesi. E’ da tempo che i paesi arabi, a cominciare dalla Giordania, votano tre volte  l‘anno risoluzioni una risoluzione anti Israele all’Unesco o in comitati specifici.

Israel's Prime Minister Benjamin Netanyahu attends the weekly cabinet meeting in Jerusalem January 1, 2012. REUTERS/Ronen Zvulun (JERUSALEM - Tags: POLITICS)

Benjamin Netanyahu

Qualcosa sta cambiando. Certo, il cambiamento è dovuto alla ragnatela intessuta dalla diplomazia del governo Netanyahu che a poco a poco è riuscita ad allargare il fronte pro Israele all’interno dell’Unesco, un fronte che prima poteva (e non in tutte le occasioni basti pensare quale è stata la politica di Obama) solo dell’apporto degli Stati Uniti . Nell’ultima riunione erano dieci i Paesi allineati con Israele.

Carmel Shama-Hacohen

Carmel Shama Hacohen

“La pace non potrà arrivare attraverso l’Unesco ma dall’Unesco si potranno  adottare misure per creare una nuova politica di fiducia in Medio Oriente” ha sottolineato Carmel Shama-Hacohen, inviato di Israele all’Unesco.

A luglio il Comitato per il Patrimonio Mondiale dell’Unesco aveva  annunciato la propria decisione di concedere la caverna dei Patriarchi di Israele (Me’arat Hamachpela) al sindaco di Hevron Tiyassir Abu Sanina , in qualità di rappresentante dell’Autorità Palestinese di Fatah. A maggio venne approvata una risoluzione in maggio che condannava le azioni di Israele a Gerusalemme e a Gaza.

Nell’ottobre del 2016, venne approvata la famigerata risoluzione che ignorava  i legami ebraici con i suoi luoghi più santi , il monte del Tempio e l’affascinante Western Wall Plaza, riferendosi invece ad al-Haram al-Sharif e al Buraq Plaza. Per ora questa catena di scempi si è bloccata. Ed è già qualcosa.

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Gianpaolo Santoro

Gianpaolo Santoro

Giornalista