Clicca l’antisemitismo
Lo sporco affare Google

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L’antisemitismo ha colpito anche Google. L’odio antiebraico, infatti, non ha risparmiato neanche il famosissimo motore di ricerca che è finito sotto accusa per aver guadagnato grazie ai commenti antisemiti su YouTube e per non aver rimosso video neonazisti.

Andiamo con ordine. Youtube ha un aggregatore di commenti che si chiama Super Chat, che ha consentito a Google di guadagnare grazie a commenti razzisti e antisemiti. L’estensione di YouTube permette agli utenti dei video trasmessi in diretta di pagare per mettere in evidenzia i propri commenti.

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Lo strumento in questione vede l’utilizzo da parte di molti video blogger (vlogger) che invogliano i propri follower ad acquistare questa tipologia di messaggi. Questo comportamento porta a un vantaggio sia per i follower che ottengono maggiore visibilità online, sia per i vlogger che guadagnano grazie alle entrate della pubblicità

Per evidenziare i propri commenti il costo è a partire da cinque dollari fino ad arrivare a cifre molto più alte: di questo denaro il 30% arriva nelle casse di Google.

Google che ha attirato su di sé altre polemiche per non aver rimosso video neo-nazisti. Sui canali Youtube è possibile trovare una vasta gamma di filmati che si contraddistinguono per contenuti antisemiti e razzisti.

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Podcast, dirette video, audiolibri e spot propagandistici sono i contenuti finiti sotto accusa per aver inneggiato l’odio contro gli ebrei e contro chi viene considerato diverso.Dopo i numerosi paesi in cui l’antisemitismo sta trovando terreno fertile, anche Google gli ha aperto le porte.

Ma se non si riusciva a fermare l’odio antiebraico senza lucro, come è possibile fermarlo quando fa guadagnare moltissimi soldi?

 (Progetto Dreyfus)

 

 

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