Codice etico per l’esercito israeliano

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di Marco Landi –

Due agenti della polizia di frontiera israeliana confiscano in modo brusco lal bicicletta di una bambina di otto anni per gettarla in un cespuglio. La vicenda filmata a Hebron da una telecamera della ong israeliana B’Tselem ha destato grosso scalpore, grande rumore. Ed a nulla è valsa la giustificazione dei due poliziotti ”volevamo impedirle di correre pericoli entrando in una zona off limits…” Risultato? I due militari sono stati sospesi

Un episodio emblematico, come quello di due soldati della Brigato Nahal che sono stati condannati per aver dato fuoco alla legnaia di un palestinese a Nablus. I due soldati non si sono sottratti alle loro responsabilità. “Abbiamo sbagliato, abbiamo compiuto un gesto d’impulso, Si, ci siamo comportati da idioti. Siamo consapevoli con il nostro gesto di aver macchiato l’onore delal Brigata, dell’esercito ed anche, si potrebbe dire, del mio paese”

 

Due, di una serie di episodi controversi, che hanno indotto le Forze di Difesa israeliane ad elaborare un nuovo documento che detterà norme comportamentali dei soldati, in qualsiasi circostanza.

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Tre alti militari Shomer, Carmeli e Gaz

Il documento al quale sta lavorando il comandante della Brigata Efraim, Roi Sheetrit, su disposizione del comandante della Divisione Cisgiordania, Lior Carmeli, sarà pronto entro la fine dell’anno. Ma su che cosa si sta lavorando? Il progetto, è bene dirlo subito, e sicuramente unico in Medio Oriente, le Forze di Difesa israeliane esigono dai soldati alti standard morali, senza concedere alcuna deroga. Insomma un vero e proprio codice etico.

Un’operazione molto importante che nasce da una duplice esigenza: istruire al meglio i soldati ad affrontare ogni situazione difficile senza travalicare alcuni codici comportamentali e non inasprire in alcun modo i rapporti con prigionieri.

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Secondo alti ufficiali dell’esercito israeliano “ i soldati, che pur hanno un addestramento efficientissimo, non sono addestrati a certe situazioni ed in questi casi possono anche attuare comportamenti non sempre idonei. In poche parole possono finire col trovarsi in situazioni che non sanno come devono comportarsi e che non sanno valutare correttamente. Quando un battaglione entra in un villaggio, si vuole che i soldati siano in grado di entrare in contatto con i residenti palestinesi e sappiano come comportarsi correttamente con loro, nonostante tutte le difficoltà e i limiti connaturati a una risoluta azione militare ad alto rischio”.

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Secondo aspetto importante che ha indotto alla redazione di un codice etico è nato dall’analisi dell’analisi degli interrogatori di palestinesi che hanno effettuato attacchi terroristici contro israeliani dove si evince che i terroristi sostengono d’essere stati principalmente motivati dal desiderio di vendetta contro i soldati, accusati d’aver trattato in modo ingiusto loro, i loro amici o i loro famigliari. Insomma sete di vendetta.

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Le esigenze sono pressanti e per questo le Forze di Difesa israeliane hanno ritenuto di voltare pagina. E questo , soprattutto, per quei soldati con minore esperienze e che ancora non hanno svolto servizio nelle aree in cui vi è attrito quotidiano con i palestinesi. In poche parole la realizzazione del codice etico   “consentirà ai soldati di avere gli strumenti per affrontare situazioni delicate: le linee guida sulle regole di ingaggio e le linee guida su come trattare tutte le persone con rispetto e in modo professionale”.

 

 

 

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