Come carne da macello…

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Chérif Chekatt, il terrorista della strage di Strasburgo

di Niram Ferretti –

Altre vittime europee si aggiungono alla lunga lista di coloro che sono stati assassinati da jihadisti islamici in Europa. Chérif, 29 anni, nato a Strasburgo con regolare passaporto francese ha sparato sulla folla che si trovava al mercatino di Natale, uccidendo tre persone e ferendone dodici. L’uomo era già stato condannato a due anni di carcere nel 2011 per aggressione nei confronti di un ragazzo.

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Quale è la differenza tra l’altro jihadista arabo che domenica, in Israele, ha sparato sulla folla che si trovava ad attendere un autubus a una fermata e lo stragista di Strasburgo? C’è chi uccide cittadini ebrei-israeliani considerandoli occupanti di una terra per sempre assegnata all’Umma islamica e c’è chi spara a cittadini europei in quanto semplicemente infedeli, miscredenti. In entrambi i casi chi uccide lo fa animato dalla convinzione religiosa e suprematista che le sue vittime sono umanità di scarto indegna di respirare.

Strasburgo è anche una delle tre sedi del parlamento europeo da dove promana il verbo del “progresso” per i popoli di Europa, incarnato dalla diade immigrazione-multiculturalismo.

Chérif, come diversi suoi coetanei votati alla jihad, avrebbe dovuto essere, secondo il verbo della UE, un integrato, aveva infatti passaporto francese. Ma non lo era.

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Pochi, come Bat Ye’Or, hanno saputo analizzare con altrettanta precisione lo scenario che abitiamo:

“L’Europa ha davanti a sé delle sfide enormi, che non sono facili da gestire. I popoli europei dovrebbero per prima cosa liberarsi delle menzogne che sono state fatte loro ingoiare per quarant’anni, per non parlare delle sfide lanciate dall’Islam, le più importanti perché si manifestano sul suo territorio e minacciano la sua sopravvivenza. Importa sapere prima di tutto che molti musulmani rifiutano lo jihadismo, e che altri ignorano le sue regole, scritte in testi antichi e poco accessibili. Gli europei dovrebbero conoscerli per premunirsi.

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Bat Ye’Or

Dovrebbero esporli senza occultamenti, e discuterne in tutta libertà, perché queste leggi jihadiste li riguardano direttamente. Sono loro stessi che esse prendono di mira, e negarlo come si è fatto fino a oggi ne farà le loro vittime. Queste conoscenze erano banali fino agli anni Settanta, prima che il culto dell’auto-flagellazione davanti all’islam di Edward Saïd, legato alla credenza eurabiana e pro-palestinese non le proibissero. Riappropriandosi di queste conoscenze – che alla fine sono la loro storia – essi aiuterebbero i musulmani, che non aspettano che questo per intraprendere le riforme necessarie. In mancanza di ciò, l’Europa diventerà simile all’Iraq, alla Siria, al Libano”.

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