Conoscere Israele
per conoscere la verità

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di Dario Annunziata –

Devo ammetterlo, quando in giro propongo ad alcuni amici di valutare un’esperienza di studio o lavoro in Israele, il più delle volte vengo guardato con disprezzo, altre volte con stupore.. altre con sconcerto. Solo pochissimi si rivelano, infatti, interessati alla cosa.

Quando accade, però, è una gioia ed ecco che, se mi rendo conto che l’interesse è sincero, comincio a raccontare la mia esperienza da phd student in Israel. Esperienza magnifica, straordinaria, sicuramente utilissima, sia dal punto di vista scientifico e culturale, che più propriamente umano.

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Voglio essere sincero fino in fondo, quando, nel 2013, mi fu proposto di partire per Israele e di svolgere lì un periodo di studio non fui propriamente contentissimo. I pregiudizi erano tanti e la domanda che più spesso mi ponevo era: ne tornerò vivo? Fortuna vuole che la natura mi ha dotato, sin dalla nascita, di una buona dose di coraggio, intraprendenza e, soprattutto, curiosità. Era l’occasione per fare qualcosa di profondamente diverso da quello che mi ero immaginato per il mio futuro. Accettai, con qualche piccola paura, ed è stata la decisione più giusta della mia vita.

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Forse penserete che io stia esagerando, ma vi assicuro che non è così. Israele ti cambia la vita e te la cambia in meglio. Trovai, nel mio primo viaggio in Israele, un Paese profondamente diverso da come me l’aspettavo, un Paese che non ha nulla da invidiare alle grandi Nazioni europee, moderno, aperto, vivace e felice.

 

A Tel Aviv ho apprezzato la vita notturna, tra pub, discoteche e ristoranti (è vero, ero andato a studiare, ma questo non escludeva che mi potessi divertire).

A Gerusalemme ho avuto modo di respirare storia e cultura, camminare su pietre secolari, esplorare luoghi magici, e non parlo solo di luoghi “sacri”, ma più propriamente di luoghi “storici”, conosciuti da tutti grazie a romanzi, quadri, libri, racconti. Insomma, quando, a malincuore, sono tornato in Italia ho cominciato a dedicare parte della mia vita alla difesa della verità.

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A volte mi criticano dicendo che difendo un Paese, quasi contestandomi una sorta di intellighenzia con il “nemico”, ma non è vero. Io, in qualità di amico di Israele, non difendo una Nazione straniera, un Governo straniero o una istituzione nemica dell’Italia. Semplicemente difendo la verità. La verità storica, politica, sociale, economica di quello che è stato, che è e che sarà lo Stato d’Israele. Sono tornato in Terra Santa nel 2015, per un viaggio organizzato dall’Ambasciata di Israele in Italia e dalla Federazione delle Associazioni Italia – Israele ed un’altra volta ci tornerò l’anno prossimo. Ai giovani come me dico andate in Israele, informatevi, studiate, capite e cercate di conoscere, senza pregiudizi, senza indottrinamenti. La verità è qui, dietro l’angolo.

 

 

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