Coronavirus Israele
Via al “controllo digitale”

An ultra-Orthodox Jew wearing a mask shops at Jerusalem's Mahane Yehuda market on March 19, 2020. - Israel has over 400 confirmed cases of COVID-19, with another over 40 in the occupied Palestinian territories and tens of thousands in self-isolation. It has banned non-essential movement and ordered the closure of all leisure, shopping and entertainment venues aside alimentation shop, pharmacy and medical facilities. (Photo by EMMANUEL DUNAND / AFP)

E’ iniziato in Israele il controverso ‘controllo digitale’ dei movimenti di quanti sono sospettati di essere portatori di coronavirus, mentre il numero complessivo dei casi positivi ha raggiunto oggi la cifra di 529 contagiati, quasi 100 in più rispetto a quelli registrati ieri, secondo i dati del ministero della sanità. Secondo quanto ha riferito la emittente pubblica Kan sono stati emessi 400 primi messaggi di avvertimento.

Sui cellulari di altrettante persone è comparso un testo del ministero della sanità che informa: “Secondo nostre indagini epidemiologiche ti sei trovato nelle immediate vicinanze di un malato di coronavirus. Devi entrare subito in quarantena”. Il programma di controllo digitale degli israeliani è stato affidato dal governo, con un provvedimento di emergenza, alla polizia e allo Shin Bet, il servizio di sicurezza interno.

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Secondo la stampa include non solo il monitoraggio degli apparecchi telefonici, ma anche di altre piattaforme elettroniche private.

Alla Corte Suprema sarà discusso un ricorso urgente presentato da due Ong per la difesa dei diritti civili secondo cui il provvedimento lede in modo significativo i diritti civili e comunque dovrebbe essere convalidato dal Parlamento prima di entrare in vigore.
Il ministero della Sanità ha precisato che dei 529 contagiati registrati oggi, 498 sono in condizioni relativamente buone, 13 in condizioni medie mentre altri 6 sono giudicati malati gravi. Dodici dei primi contagiati sono nel frattempo guariti.

(Ansamed)

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