“Courage in Motion”
I veterani invalidi
che pedalano col cuore

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di Hanan Greenwood –

Sono saliti sul Monte Hermon e le alture del Golan e hanno compiuto il giro completo del Mare di Galilea (o di Tiberiade). Duecentocinquanta ciclisti hanno coperto 60 chilometri al giorno, circa 300 chilometri in una  settimana: un exploit di tutto rispetto se si considera che almeno 160 di loro sono veterani invalidi delle Forze di Difesa israeliane affetti da varie lesioni complesse.

Il tour fa parte di un progetto chiamato “Courage in Motion” (Coraggio in movimento), lanciato dodici anni fa da Beit Halochem-Canada ente di aiuto ai veterani disabili d’Israele, un ramo dell’organizzazione dei veterani disabili delle Forze di Difesa israeliane. Ogni anno, un centinaio di volontari canadesi e americani si reca in Israele per trascorrere una settimana di impegnative pedalate in compagnia di quelli che definisce “i nostri soldati”. Incontrano i militari feriti, ascoltano i loro racconti di battaglia e visitano Israele usando le proprie gambe.

Amit Hasdai, sulla sua handcycle

Amit Hasdai

Amit Hasdai è uno ciclista israeliano di spicco. Nel 2001, mentre era in servizio a Qalqilya, in uno scontro a fuoco coi terroristi subì gravi ferite alla colonna vertebrale che lo hanno lasciato paralizzato dalla vita in giù. Ciò non gli ha impedito di continuare a pedalare tutti i giorni, a livello competitivo. Ora ha gli occhi puntati sulla possibilità di competere alle Olimpiadi di Tokyo nel 2020. Ogni sabato, dice Hasdai, sua moglie Galit e i suoi figli si uniscono a lui per allenarsi. “Non potrei farcela senza di loro”, dice. Hasdai, che usa una handcycle, una speciale “bicicletta a mano”, si gode ogni minuto delle sue pedalate. E spesso lascia indietro i visitatori nordamericani.

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Il suo prossimo traguardo sono i Giochi Olimpici. Ancora non sa se entrerà nella squadra israeliana alle Paralimpiadi, ma sta facendo tutto il possibile per trasformare il sogno in realtà. “C’è una possibilità che ce la faccia ad andare a Tokyo – dice – e in questo periodo mi alleno sette giorni alla settimana. Ogni volta, facciamo molti chilometri”.

Durante il tour e dopo che è terminato, Hasdai e i suoi compagni raccontano ai visitatori quello che hanno vissuto. “Raccomando a tutti i veterinari feriti di unirsi alle nostre corse – conclude – Le pedalate ti aiutano a gestire le lesioni e ti danno fiducia in te stesso. Arrivi dove non pensavi che saresti mai potuto arrivare, e ogni volta cerchi di andare oltre i limiti”.

(Israel HaYom)

 

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