Crescere insieme al fianco di Israele

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di Giuseppe Crimaldi*

Cari lettori di Italia Israele Today, quattro mesi fa a Firenze abbiamo celebrato il 29esimo Congresso nazionale della Federazione Italia-Israele ed è nato un nuovo consiglio direttivo che rappresenta le oltre 30 associazioni dislocate sul territorio. Di strada ne abbiamo fatta tanta in questi decenni, ma lungo è ancora il cammino da percorrere. La Federazione – più solida e compatta che mai – è composta dai tanti amici di Israele che si dedicano alla costruzione di un ponte ideale di fratellanza e amicizia con il popolo israeliano e con le sue istituzioni. Orgogliosi di questo volontariato e dei risultati ottenuti grazie alle gestioni precedenti, oggi abbiamo un compito semmai ancora più arduo da assolvere: far crescere la “rete” dei gruppi locali conquistando nel contempo un’autonomia finanziaria che ci consenta di compiere quell’indispensabile salto di qualità tanto atteso.

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Giuseppe Crimaldi

Siamo e saremo sempre al fianco dell’ambasciata che in Italia rappresenta l’amato Stato d’Israele: l’unico faro di democrazia e civiltà in un Medio Oriente perennemente scosso da fibrillazioni su uno scacchiere complesso e purtroppo spesso contrassegnato dalle tenebre di un nuovo Medioevo ideologico e da minacce continue. In questo buio pressoché totale, sull’altra sponda del Mediterraneo, rifulge un’unica luce: quella che emana, appunto, da Israele.

Ma se vogliamo veramente crescere, allora oggi il nostro ruolo deve essere anche un altro. Lo slancio ideale che ci porta a sentirci fratelli del popolo israeliano ci impone anche il ruolo di sentinelle, proprio qui dove viviamo: in Italia e in un’Europa scossa da nuovi agghiaccianti fremiti di spudorato antisemitismo (che coincide poi spesso anche con l’antisionismo).

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L’assalto furioso dei propagandisti di professione, e penso ai movimenti che propalano il famigerato boicottaggio di Israele in tutte le sue forme; i segnali cupi dell’antisemitismo dichiarato (vedi ciò che sta accadendo in casa nostra, ma soprattutto in Francia, Germania, Gran Bretagna, Svezia); il rinascere di sentimenti odiosi verso tutto ciò che è “razza”, ebbene tutto questo deve suscitare in noi preoccupazioni e reazioni uguali e contrarie ai seminatori di odio.

E dunque è indispensabile vigilare e agire. Essere iscritti alla Federazione Italia Israele non può, non vuol significare solo avere una tesserina di adesione in tasca, oppure celebrare una volta l’anno la Giornata della Memoria, o riunirsi una tantum attorno ad un tavolo congressuale. No. Fare del nostro volontariato un’azione concreta e visibile, ecco cosa serve invece.

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Ma per lasciare traccia di questo non facile impegno serve anche un’autonomia finanziaria, per ottenere la quale serve una campagna di tesseramento e di autosostegno economico. In attesa che la riforma de cosiddetto “terzo settore” diventi legge, il direttivo nazionale che ho l’onore e il privilegio di presiedere ha deciso di concentrarsi dunque su due obiettivi per quest’anno: la ricerca di fondi indispensabili a programmare e progettare eventi locali e nazionali e a sostenere il sito Italia Israele Today, che è poi la nostra “voce” ufficiale; e l’organizzazione di un viaggio in Israele da svolgersi tra settembre e ottobre.

Serve una marcia in più. Ed è per questo che chiediamo ai presidenti, agli iscritti, a tutti i nuovi amici che vorranno far parte della nostra grande famiglia di sostenerci. La porta ideale del nostro ufficio è e resterà sempre aperta a tutti. Siamo pronti ad essere al vostro fianco per ogni esigenza, ma a nostra volta abbiamo bisogno di tutti voi, del vostro affetto, del vostro sostegno e soprattutto delle vostre idee.

*Presidente nazionale Federazione Italia-Israele

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