Cripta Mussolini a Predappio, Italia-Israele contro la riapertura

(La cripta di Benito Mussolini a Predappio, in una immagine di archivio.
ANSA/GIORGIO BENVENUTI)

Lettera al sindaco di Predappio sulla questione riapertura: “Non diventi un monumento perpetuo a chi ha causato tanti dolori e tragedie”
di Qunito Cappelli*

«Egregio sindaco, gli eredi della famiglia Mussolini avrebbero chiesto alla sua amministrazione, tramite un legale, di farsi carico di un insieme di obblighi per la loro tomba di famiglia. Si tratterebbe di un aggiornamento della concessione perpetua che modificherebbe lo status della cripta nel cimitero di San Cassiano. Tutto questo contrasta con la nostra storia». E’ questo l’attacco di una lettera aperta a firma di Giuseppe Crimaldi e Alfredo Boschini, rispettivamente presidente della Federazione nazionale delle Associazioni Italia-Israele e della sezione forlivese dell’associazione, indirizzata al sindaco di Predappio Roberto Canali.

Dopo aver ricordato «i lutti e le sciagure che hanno determinato le leggi razziali, approvate durante il Fascismo, e le lotte democratiche di liberazione del Paese dalla dittatura, che hanno portato alla nascita della nostra attuale Costituzione», i firmatari proseguono: «Siamo certi che quando fu data la possibilità alla famiglia Mussolini di costruire una cripta per avere un luogo dove riunire i propri defunti le ragioni fossero di umana pietà, e non di ricreare uno spazio pubblico per la celebrazione del Fascismo».

Poiché, si aggiunge nella lettera, «la Romagna ha contribuito con il sangue alla lotta di liberazione, anche con il supporto della Brigata Ebraica, medaglia d’oro al valor militare, la nostra terra non merita che si possa, sotto qualsiasi forma giuridica, erigere un monumento perpetuo a chi ha causato tanti dolori e tragedie». E concludono: «Ci auguriamo che Lei, nel valutare le richieste che sarebbero pervenute dalla famiglia Mussolini, tenga conto altresì di queste nostre valutazioni».

A tutto ciò, preso atto della lettera, risponde il sindaco Canali: «Nell’esaminare al più presto le richieste della famiglia Mussolini riguardo alla cripta di famiglia, terremo conto di tutte le osservazioni». In sostanza che cosa chiedono al Comune gli eredi Mussolini rispetto alla cripta, oltre al fatto che sia trasformata in monumento nazionale? Il Comune dovrebbe impegnarsi per tenere aperta in maniera continuativa la cripta di Benito Mussolini e assumersi i costi della custodia e la garanzia della tutela e dell’ordine pubblico.

«La concessione perpetua – rribatte Canali – c’è già e resta tale. Per il resto dobbiamo prima capire la sostanza delle richieste e confrontarle anche con quello che prevede il regolamento cimiteriale. Se ci saranno da fare modifiche sostanziali, penso che queste debbanopoi passare dal consiglio comunale». I tempi per arrivare a una decisione in merito? Risponde il primo cittadino: «Non faccio previsioni, ma il tutto entro qualche mese». Ricordiamo che in paese gli operatori commerciali si sono già espressi per la riapertura della cripta quanto prima possibile.

Infine, era stato annunciato per settembre un incontro del sindaco con l’avvocato di della famiglia Mussolini, ma a questo proposito Canali precisa: «L’avvocato ha fatto sapere che quello che la famiglia Mussolini voleva dire, l’ha già scritto nella lettera».

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  • Il Resto del CArlino
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Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi

Giuseppe Crimaldi, giornalista