Cyberspionaggio Hamas

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Da quanto si è appreso dalle indagini del controspionaggio delle forze di difesa israeliane Military Intelligence e dello Shin Bet (Israel Security Agency) Hamas si è dotata di una unità di cyber, che possiede notevoli capacità tecniche e molto avanzate. Una unità cyberspionaggio che senza dubbi è stata possibile grazie all’aiuto ed al supporto di esperti stranieri di hackeraggio.

1484231298-sexting Come è noto tutto è nato da una operazione denominata “Rete di Operation Hunter” durata diversi mesi che ha appurato  che  Hamas operava con identità false o rubate con l’intento di estrarre le informazioni classificate da entrambi i soldati regolari e di riserva IDF. La dinamica accertata era delle più semplici e scontate: in alcune chat di single o di incontri (Wowo Messenger, chat SR, e YeeCall Pro e tanti altre) donne avvenenti intrattenevano colloqui a scopo amicizia o di sesso ed chiedevano ai soldati di scaricare alcune applicazioni per poter parlare e chattare più facilmente e liberamente. Applicazioni che, invece, finivano con l’infettare con virus tecnologicamente avanzati i telefonini.

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A nulla è valsa la campagna di sicurezza “Il nemico ti ascolta”, che era stata lanciata proprio al fine di aumentare la consapevolezza tra i soldati di metterli sull’avviso di non parlare al telefono o in chat (Facebook, WhatsApp, Twitter) con persone sconosciute e men che mai di rivelare qualsiasi notizia riguardasse operazioni dell’esercito, trasferimento di truppe. Il rivelare anche notizie che ad una prima lettura potevano essere considerate ininfluenti, invece potevano finire con ll’essere molto importanti e mettere a repentaglio molte vite umane.

E’ stato appurato che Hamas puntava ad ottenere informazioni sulle unità dell’Idf, in esercizi di allenamento, sui piani operativi e armi.

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