Da Piazza Rabin a piazza della Pace
Ognuno ha la democrazia che si merita

Piazza della Pace, Milano. Piazza Rabin, Tel Aviv

di Gerardo Verolino –

Ma la Costituzione italiana ha ancora un senso o qualcuno pensa che possa essere strappata (e poi riattaccata a piacimento) come sostiene quel tale che dice che, durante un’emergenza sanitaria, la democrazia può essere sospesa? No, perché, altrimenti tutto è aleatorio e chiunque può interpetrarla e modellarla secondo i propri interessi. La nostra Carta è chiara sull’argomento. L’ articolo 17 dice che “i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente, in una piazza o luogo pubblico, e senz’armi”. E questo diritto inalienabile lo hanno sempre. Non quando fa comodo al principe o al padrone di turno. L’unica garanzia che hanno i cittadini per vedere riconosciuti i propri diritti sta proprio nella Carta costituzionale.

Gerardo Verolino

Altrimenti gli arbitrii delle autorità sarebbero all’ordine del giorno. Il concetto, in questo momento, sfugge a qualcuno in Italia. Basta vedere quanti soprusi si stanno verificando da quando, il governo, in nome dell’emergenza sanitaria, ha imposto misure draconiane di controllo su tutto quanto riguarda il dissenso, e non solo, politico o civile, dei cittadini.

Come è successo, l’altro giorno, all’Arco della Pace di Milano (ma è successo anche a Roma con le partite iva e i bottegai, a Imola, Torino, e in tante altre città d’Italia) quando, dei poveri cittadini esasperati per il lungo lockdown voluto dal governo che li ha ridotti alla fame, soprattutto ristoratori e baristi, e non anarchici e sovversivi (per dire), decidono di organizzare un flash-mob di protesta installando delle sedie vuote in piazza, mentre loro, a distanza di sicurezza e indossando tutti delle mascherine, avrebbero esposti dei cartelli di denuncia.

Sennonché,  addirittura in diretta televisiva (forse secondo la logica maoista del colpirne uno per educarne cento) non arrivano dei solerti vigili a bloccare la manifestazione provvedendo ad appioppare ad ognuno di loro una salatissima multa di 400 euro, facendo sobbalzare d’indignazione la conduttrice in studio. La motivazione, o la scusa,  è sempre la stessa: è vietato l’assembramento. Lo stesso avviso che si poteva leggere sui regi decreti d’epoca fascista o nei cupi bollettini della Ddr o quando lo annunciavano per le strade di Praga i nazisti dagli altoparlanti durante la rivolta di Praga del ’45.

Tutto questo si consuma nel silenzio generale. Non un esponente di quel mondo di sinistra attento alle tematiche dei lavoratori ha protestato. Tantomeno un sindacalista. I cittadini-lavoratori italiani sono stati sacrificati sull’altare della ragion di Stato sanitaria. Eppure un cittadino che dissente, civilmente, in piazza non si “assembra pericolosamente”, se lo fa mantenendo le distanze, al fine di arrecare danni alla società, secondo la logica da questurini di chi ha redatto il decreto.

Ma vivifica e arricchisce la democrazia. Come ben sanno nel resto del mondo. E come sanno bene in quella Terra di democrazia, di giustizia e di libertà qual è Israele dove i cittadini hanno tutti, in egual misura, pari diritti e dignità nel Paese in cui vivono, e nel quale, da quando è stato istituito il lockdown (che si è concluso da poco) senza i caratteri polizieschi e illiberali italiani, i cittadini hanno potuto manifestare, tranquillamente, il proprio dissenso al governo, semplicemente rispettando le norme di sicurezza.

Da piazza Rabin di Tel Aviv, al giardino delle rose vicino alla Knesset, a Gerusalemme., alla German Colony e a tante altre piazze, migliaia di persone sono potute scendere in strada per protestare, a più riprese durante il lockdown, contro il governo (dai semplici cittadini colpiti dalla crisi: parrucchieri, insegnanti, attori, musicisti, ristoratori a gruppi più politicizzati come le cosiddette “Bandiere Nere” che si oppongono, espressamente, alla leadership di Benyamin Netanyahu nel Paese).

Ma tutti hanno potuto farlo senza limitazioni perché la democrazia non è un vuoto orpello, né tantomeno può essere sospesa o congelata a causa di un’emergenza sanitaria. Vedere le immagini dei cittadini israeliani che scendono, tranquillamente, in piazza per manifestare, mentre quelli italiani, sull’orlo della disperazione, vengono redarguiti, multati e umiliati forze dell’ordine, da il segno esatto dello stato di salute delle due democrazie.

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