Delirio divisivo

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di Sofia Ventura –

 “Divisivo: che crea divisioni o contrapposizioni, impedendo di preservare o di raggiungere un’unità di punti di vista e di intenti” (Treccani). Il sindaco di Predappio qualche settimana fa aveva considerato divisiva l’iniziativa di finanziare il viaggio di uno studente ad Auschwitz. Il comune di Schio di recente ha rifiutato di installare pietre di inciampo in memoria dei suoi cittadini deportati ad Auschwitz considerando la proposta anch’essa divisiva.

Sofia Ventura

Sofia Ventura

Quale unità avrebbero incrinato la visita ad Auschwitz e le pietre di inciampo? Qualcuno si sarebbe sentito offeso da un ricordo di amore e pietà per le vittime e condanna per i carnefici? A Predappio e a Schio forse si ritiene che esista una parte che si richiama ai carnefici, che questo richiamo sia legittimo e che non si debba offendere questa parte. Già, perché a rigor di logica è questa la conclusione alla quale si giunge riflettendo su quelle decisioni. Naturalmente chi le ha assunte naviga in un brodo di pensiero confuso, banalizzante e vuoto di conoscenza e negherebbe una tale deduzione. Eppure lì si arriva.

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Auschwitz

Perché sostenere che ricordare le vittime dello sterminio nazista degli ebrei senza ricordare vittime di altri totalitarismi e ideologie sarebbe “divisivo”, oltre a essere insensato (in questo modo non si ricorda più nulla, perché c’è sempre qualcos’altro da ricordare), presuppone che il nostro Paese sia diviso in due parti che si sentono legate l’una al fascismo e al nazional-socialismo, l’altra al comunismo, e dunque ricordare gli orrori degli uni e degli altri deve procedere sempre di pari passo per non urtare le sensibilità di nessuno. Un puro delirio.

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Figlio di meccanismi pavloviani azionati da un’incultura che si sta diffondendo e che non è più in grado di riconoscere la differenza tra il bene e il male e fa strame di quei fragili e imperfetti confini tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è, che dalla Seconda guerra mondiale in poi, con fatica, tra riconoscimenti tardivi e ipocrisie non sempre facili da superare, abbiamo cercato di costruire.

(Espresso)

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