10 domande/ Deborah Fait
Israele, un amore naturale
Per me è come respirare

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di Gerardo Verolino –
Deborah Fait è una giornalista triestina naturalizzata israeliana. Ha frequentato l’Accademia di belle arti di Milano. Ha vissuto negli Stati Uniti ed ha aderito al Partito Radicale combattendo molte battaglie per i diritti civili. Vive dal 1995 in Israele e scrive per la testata web “Informazione Corretta”. È stata anche Presidente nazionale della Federazione Italia-Israele.

Gerardo Verolino

Gerardo Verolino

Deborah Fait, la sua vita è ricca  e interessante. E’ stata negli Stati Uniti all’università di Harvard partecipando alle numerose lotte per i diritti civili. Ha preso parte alla Guerra dei sei giorni. Ha condotto numerose battaglie per il Partito Radicale e a difesa del femminismo. E ha speso (e spende attivamente) parte della sua vita per combattere l’antisemitismo. Dal 1995 vive in Israele e dalle pagine di “Informazione Corretta” smaschera tutte le falsità che la stampa, non solo italiana, scrive su Israele. In più è anche un’italiana nata a Trieste ma naturalizzata israeliana. Da dove nasce il suo amore per IsraeleInnanzitutto voglio chiarire che durante la guerra dei 6 giorni sono venuta in Israele per andare, insieme ad altri ragazzi, a sostituire i giovani israeliani  impegnati, anche dopo i sei giorni fatidici,  a difendere il paese.

Marco Pannella

Marco Pannella

Il mio amore per Israele nasce spontaneamente, da quando ero molto piccola, per me è stato come respirare. Ecco, respirare è naturale, amare Israele, per me, è naturale e fondamentale. Non potrebbe essere diversamente. Crescendo ho sentito intorno a me molto astio per questo paese e questo ha fatto si che il mio amore crescesse al punto da dedicargli la mia vita, come potevo. Col tempo ho trovato degli amici/alleati nei radicali di Marco Pannella, nelle associazioni Italia-Israele di cui, per un periodo, sono stata presidente. Poi, con Angelo Pezzana, ho trovato finalmente  “casa” in informazionecorretta.

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A proposito dell’osservatorio di “Informazione Corrette” dove combatte ogni giorno la sua battaglia contro i mistificatori di Israele. Ne vede molti in giro? Che giudizio dare su come gli organi d’informazione italiani trattano le vicende dallo Stato ebraicoI mistificatori sono moltissimi, lo sono sempre stati. Quando ero giovane e frequentavo l’Accademia di Belle Arti  a Milano, era il periodo del sessantotto che ho vissuto in pieno combattendo per i diritti delle donne. Purtroppo l’ambiente di sinistra era già allora molto antiisraeliano, era il periodo del Movimento Studentesco, dei Katanga, Lotta Continua, tutti movimenti antisemiti che odiavano Israele. E’ stato in quel momento che è iniziata la mia vera lotta sionista. L’informazione italiana, a parte alcuni media ma molto pochi, è molto faziosa e disinformante. Raccontare menzogne e mezze verità è la regola, purtroppo. Informazionecorretta è nata proprio per questo: rettificare, smentire, informare quella è che la realtà israeliana che i media italiani maltrattano con le più orrende menzogne.

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Chi sono i peggiori organi d’informazione o giornalisti che si occupano d’Israele? E chi i migliori, se ce ne sono? Tra i peggiori non c’è che l’imbarazzo della scelta, quasi tutti,  al primo posto il Manifesto ex equo con l’Osservatore Romano, comunisti e cattolici, che si rincorrono nella mistificazione e nell’ostilità, fino al livore,  contro Israele.  Il migliore in assoluto è il Foglio di Claudio Cerasa dove scrive Giulio Meotti, che condivide con noi l’amore per questo paese e scrive con coraggio articoli stupendi. Ci tengo anche a dire che l’agenzia ANSA che un tempo aveva grossi problemi con Israele e la verità,  è migliorata moltissimo in equità e giustizia.    

Forni

Da cosa nasce il pregiudizio, così diffuso, anti-ebraico?   Il discorso è lungo. L’antisemitismo ha radici che si perdono nella notte dei tempi, è un odio antico. Nasce come antigiudasimo più o meno nel 300 d.c. quando viene attribuita  agli ebrei l’accusa di deicidio, che ha portato all’Inquisizione spagnola, durata 400 anni. Con Voltaire  si ha la svolta, nasce l’odio per gli ebrei in quanto razza, l’antigiudaismo si trasforma in antisemitismo,  e, attraverso pogrom feroci, ecco l’orrore della  Shoah. Dopo la guerra con la fondazione di Israele ha inizio la terza  fase  dell’odio:  l’antisionismo. Tre tipi di odio con la stessa radice e lo stesso desiderio, eliminare gli ebrei. Dai  pogrom, dai forni crematori, dal terrorismo seriale di Arafat oggi siamo passati ai missili e alla promessa dell’Iran di annientare Israele.  Purtroppo il mondo continua a tacere.

femm1762Come dicevo lei è stata uno strenue difensore del femminismo abbracciando anche le lotte politiche dei liberal americani e partecipando alle marce contro la Guerra del Vietnam. Ma qual è oggi la sua opinione sul femminismo nel Mondo. Condivide molte battaglie delle femministe? Che pensa delle “Woman’s march” contro Trump?   Il femminismo come lo avevamo sognato noi non esiste più. Oggi le donne marciano contro la democrazia e si innamorano delle dittature. Marciano contro Trump ma tacciono sugli abusi, sugli stupri, sulla condizione della donna nel mondo islamico.

A handout picture made available by the presidential office shows, Iranian president Hassan Rouhani welcomes EU foreign policy chief Federica Mogherini at the presidential office in Tehran, Iran, 29 October 2016.

Federica Mogherini e Hassan Rouhani

Si mettono il velo per andare a strisciare davanti agli ayatollah che impiccano le donne e gli omosessuali. Questo non è il mio femminismo, noi ci battevamo per liberare le donne, tutte le donne. Sono delusa e addolorata perché il multiculturalismo fa tornare le donne indietro e l'”indietro” di oggi significa medio evo islamico che pare affascini molto certe femministe, tra le più impegnate. In Iran le più coraggiose si strappano il velo dalla testa rischiando anche  la morte. Le donne occidentali se lo mettono in testa, il velo,   e si inchinano ai satrapi omicidi tradendo vilmente le compagne più sfortunate. E’ triste, deludente e molto molto pericoloso.

La sinistra americana degli anni ’60 è molto cambiata rispetto a quella di oggi?  Come no! Negli anni 60 vivevamo di ideali, si facevamo le marce contro la guerra ma eravamo i “figli dei fiori” in tutti i sensi, non eravamo violenti. La violenza è nata nel 68. Oggi ormai gli ideali sono morti per lasciare il posto alla protesta fine a se stessa, se guardi i manifestanti americani, ma anche europei, portano cartelli che inneggiano alla pace e amore per islam e  palestinesi ma dalle loro bocche escono urla di odio per l’occidente che dovrebbe lottare contro il terrorismo e i soprusi. Sono schizofrenici. Oggi il mondo va alla rovescia e non si sa dove si arriverà. Io temo per le generazioni future.  

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Dondld Trump

Oggi l’America trumpiana è il più grande alleato di Israele. Perchè, invece, la maggioranza dei Paesi europei, Italia compresa, sembra aver abbandonato politicamente Israele? Perché l’Europa è debole e tremebonda. Per tradizione millenaria l’Europa è antisemita, io dico sempre che l’odio per gli ebrei, quindi per Israele, è un virus che passa di padre in figlio,  generazione dopo generazione,  e forse non finirà mai. A questo aggiungi la forte presenza islamica (e l’islam è da sempre antisemita)  e la frittata è fatta. La paura del terrorismo,  gli interessi economici, un terzomondismo violento, ipocrita, inutile e assurdo fanno il resto. Non hanno  paura di diffamare Israele perchè si sa che nulla di male potrà venire da quel paese, anzi Israele è la salvezza dell’Occidente. Guai invece a toccare l’islam, potrebbe scoppiarti una bomba tra capo e collo.  Gli ebrei europei stanno scappando,  soprattutto dalla Francia. L’amicizia dell’America è fondamentale per Israele. Tutti noi siamo grati a Donald Trump, l’unico che ha avuto il coraggio di mantenere la promessa di portare l’ambasciata USA a Gerusalemme, capitale di Israele. Questa decisione gli è costata un’ulteriore ondata di odio da tutto il mondo, ma, è giusto dirlo, i peggiori sono stati gli europei, Mogherini in testa a tutti.

IL Papa con Abu Mazen EPA/THAER GHANAIM / PALESTINIAN AUTHORITY / HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

IL Papa con Abu Mazen

Qual è il suo giudizio su Papa Bergoglio?   Beh, non vorrei passare per quella che “bastona” il Papa ma lui mi tira proprio per i capelli. Non ne fa una giusta. Come le femministe anche lui si inchina all’islam, va in moschea a pregare, abbraccia i più terribili terroristi, accoglie in Vaticano  i peggiori dittatori omicidi arabi e musulmani. Adora Abu Mazen, dittatore, terrorista, negazionista, corrotto. Ha appena  ricevuto un macellaio, fondamentalista, orco, come Erdogan. In passato invece aveva rifiutato  di incontrare un uomo di pace come il Dalai Lama. Detesta Trump e Netanyahu e non lo nasconde. Su Gerusalemme poi non ho parole. Lui e Erdogan che si incontrano per discutere su Gerusalemme?

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A che titolo? Con che diritto? Gerusalemme come città delle tre religioni monoteiste è totalmente libera per tutti e lo è da quando è stata liberata  dalla Giordania nel 1967. Prima di allora,  per i  20 anni di occupazione araba,  cristiani ed ebrei non  potevano pregare nei propri luoghi santi,  il Kotel era coperto da latrine e  immondizie, con le lapidi dei cimiteri ebraici distrutti avevano lastricato le strade.  Solo dal 1967 la città è libera per ogni tipo di fede religiosa. Questo il Papa lo sa benissimo e tace.  Ma  Gerusalemme capitale di Israele è affar nostro, non del Pontefice o di chiunque altro. E poi, scandalo assoluto, Bergoglio non ha detto una sola parola quando l’Unesco ha derubato Israele  di tutti i  siti storici e religiosi dell’ebraismo  per consegnarli all’islam che non ne ha nessun diritto.  Ogni sito ebraico,  millenni della nostra storia,  ha adesso un nome arabo e i palestinesi ne reclamano la proprietà pur non essendo mai esistiti come popolo e nonostante l’islam sia nato quando  Gerusalemme era capitale e città sacra del Popolo ebraico  da 3000 anni. Veramente vergognoso. Anche in questa occasione l’unica a protestare è stata Nikki Haley, ambasciatore Usa all’Onu, una grande donna amica di Israele come il suo Presidente.

imagesIl governo israeliano ha stanziato 72 milioni di dollari per combattere l’odioso fenomeno del Bds. Basterà per sconfiggerlo?   Non lo so, non credo, lo spero. Senza l’aiuto morale, senza il sostegno del mondo occidentale sarà impossibile sconfiggerlo. Il Bds si nutre dell’odio che circonda Israele. Hanno un potere enorme, hanno montagne di soldi, sono sparsi in tutto il mondo dove sprizzano il loro veleno come tante vipere. Sono il movimento antisemita e neo nazista più organizzato che ci sia. Maestri di propaganda. Purtroppo Israele è sola in questa lotta per la giustizia, come sempre. Il mondo non capisce che se cade Israele, cade la libertà per tutto l’occidente.

Ultima domanda.La crescita economica d’Israele è stata impetuosa. Il Pil israeliano ha superato quello tedesco. Cosa si prevede per il 2018 d’Israele?   Leggo sui media israeliani che l’economia va alla grande e che il 2018  sarà ancora meglio. Israele nonostante il boicottaggio quasi su scala internazionale è stato capace di tirar su la testa e lavorare per il bene dei cittadini e di tutto il paese.Gli arabi israeliani sono quelli che stanno meglio in tutto il Medio Oriente, liberi. La gente vive bene e continua ad essere tra i 10 popoli più felici del mondo, il PIL cresce, l’economia vola, si sono aperti anche mercati nuovi in Africa e in alcuni paesi arabi, grazie a Netanyahu e al suo lavoro instancabile. Meglio di così.   

 

 

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