Dieci domande
Fiamma Nirenstein
L’antisemitismo progressista
E la distruzione di Israele

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di Gerardo Verolino –

Una voce libera. Una giornalista coraggiosa e preparata che svetta nel panorama della stampa italiana intrisa di “politically correct”. Quel modo di pensare omologato che lei sfida ogni giorno negli articoli che firma per  “il Giornale”. La sua ricca carriera di giornalista e scrittrice l’ha portata a lavorare anche per “La Stampa”, “Panorama”, L’Europeo”, “Epoca”. Ha diretto, inoltre, l’Istituto di Cultura Italiana di Tel Aviv. E’ stata vicepresidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei deputati ed ha all’attivo decine di interessanti libri tra i quali “Israele siamo noi” (Rizzoli 2007) e “Il Califfo e l’Ayatollah” (Mondadori 2015).

Gerardo Verolino

Gerardo Verolino

Fiamma Nirenstein, in  un suo libro del 2004 lei tratta degli “Antisemiti progressisti”. Chi sono ed esistono ancora oggi? Esistono eccome. Quando il mio libro uscì all’epoca, il tema fu giudicato scandaloso. Fino ad allora si pensava al tema dell’antisemitismo solo legandolo all’estrema destra fascista e nazista. Non è affatto vero che l’antisemitismo sia legato alla destra. E’ dai tempi dell’Unione sovietica che la sinistra considera l’ebreo come la longa manus del capitalismo, o come il cinico oppressore del popolo palestinese o come un  nemico dei popoli del Terzo mondo. Tratteggiano, fantasiosamente un’immagine distorta e fuorviante dell’ebreo. Lo si dipinge come uno che ammazza i bambini o  come un demone. L’antisemitismo di sinistra, nel corso degli anni è addirittura cresciuto saldandosi con quello di matrice islamista che vuole la fine e la distruzione di Israele. Tutto ciò è scritto chiaramente nella Costituzione di Hamas: se vedi un ebreo dietro il sasso, se sei un buon musulmano uccidi l’ebreo.

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E’ scritto nella Carta costituzionale di Hamas? Sì. Dopo aver messo a segno un attentato, il killer palestinese si compiace di aver portato a termine la sua missione avendo ucciso “il mio ebreo”. Le grida che sentiamo spesso di “Allah akbar” quando assalgono un civile inerme, come è successo l’altro giorno in Francia nei confronti di una bambina israeliana da parte di un fanatico musulmano armato di coltello, altro non è che l’attuazione di quanto scritto nella Carta di Hamas

A tal proposito, un mese fa circa, a Milano, nella manifestazione  tenuta dalle associazioni palestinesi è riecheggiato un lugubre “Morte agli ebrei”. C’è da temere in Italia per un rigurgito di antisemitismo? Sicuramente. Bisogna sempre esser vigili anche perchè l’Italia, in passato, promulgò le famigerate leggi razziali. Ma io temo molto di più l’odio verso gli ebrei che proviene da quella sinistra che ha sposato le tesi folli degli islamisti. E’ da quell’area politico culturale che proviene il pericolo maggiore. Sono temi che ho sviluppato approfonditamente in quasi tutti i miei libri. In  quello citato da lei: “L’antisemitismo progressista”. Ma anche ne “L’abbandono”. Tutti i grandi leader della sinistra mondiale sono stati antisemiti. Lo era Lenin. Lo era Stalin. Lo era Proudhon.

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Possiamo dire che in Italia la sinistra  “giustifica” il suo  l’antisemitismo “camuffandolo” dietro l’ipocrita denominazione di antisionismo? Sì. Ed è una denominazione ipocrita e bugiarda. Ed è usata solo per giustificare il terrorismo verso Israele mentre si tace sulla carneficina che compiono contro il proprio popolo gli  Erdogan in Turchia o Assad in Siria. Israele che si difende dagli attacchi palestinesi e non attacca deliberatamente un altro Stato è presa di mira. E non i sanguinari dittatori.

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Per restare in tema. Lei fu anche vittima di uno sgradevole episodio quando un “vignettista progressista” , Vauro, la disegnò rifacendosi a vecchi e frusti stereotipi legati agli ebrei: ricorda quella brutta storia? Per quella pessima vignetta si arrivò in tribunale e Vauro non fu condannato, ma, paradossalmente  fu condannato un giornalista che mi difese accusando Vauro di essere un antisemita. Ci si appellò alla libertà di espressione. Venni disegnata come una sorta di mostro, anche fisicamente, col naso adunco e con stampata sul petto una stella di Davide ed un fascio. Associando Israele al fascismo come fanno spesso i disegnatori che ritraggono i soldati israeliani con la stella di Davide e il mitra.

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Dieudonnè

Sa che in Francia a proposito di un altro comico scorrettissimo, Dieudonnè, uno che non si fa scrupoli dal prendere in giro gli ebrei ironizzando anche sulle camere a gas e i campi di concentramento, si discute da tempo sul tema della libertà d’opinione. Fin dove ci si può spingere con la liberta d’espressione? In Francia una barzelletta che prende in giro gli ebrei, spudoratamente antisemita, dove ci si prende gioco dell’Olocausto, è stata premiata come miglior barzelletta dell’anno. E’ sempre facile prendere in giro gli ebrei. E il fenomeno cresce sempre di più creando nuovi antisemiti. Anche alcune cose apparentemente insignificanti come può esserlo una barzelletta possono spingere delle persone ad attaccare gli ebrei. Difatti, proprio in Francia, aumentano gli atti vandalici e le aggressioni verso gli ebrei. Ma è un po’  in tutt’Europa che divampa l’antisemitismo. Nell’ultimo anno, in Inghilterra, c’è stato un incremento del 78% di attacchi nei confronti di cittadini ebrei. Nel 2017, in Germania, il libro che primeggia nelle classifiche di vendita risulta il “Mein Kampf” di Hitler. La libertà d’espressione non si discute. Ma sembra esista solo la libertà di odiare gli ebrei.

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Passiamo all’attualità politica. Dopo le ultime risoluzioni dell’Onu e le prese di posizioni dell’Unione Europea unilateralmente ostili a democrazie consolidate come gli Stati Uniti e Israele che credibilità hanno questi organismi rappresentativi? Da tempo questi organismi non hanno nessuna credibilità. L’Onu raggiunge una maggioranza insieme ai Paesi musulmani o a quelli del Terzo Mondo. L’Unione europea si distingue solo per l’antiamericanismo. Questi pletoriche organizzazioni, insieme al Consiglio di Sicurezza, all’Unesco, al Consiglio dei diritti umani, votano quasi tutte mozioni a favore dei palestinesi. E’ imbarazzante che votino quasi sempre solo contro Israele che è l’unica democrazia del Medio-Oriente mentre non lo fanno mai per l’Iran, o l’Arabia Saudita dove le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno.

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L’icona della rivolta di Theran

Ha citato l’Iran. Com’è la situazione a Teheran. La rivolta sembra sia sedata. E nessuno parla più dei moti né che fine hanno fatto i giovani scesi in piazza.. Posso dirle che su 1700 giovani incarcerati dal regime 400 sono stati liberati. Significa che il regime ha paura della rivolta. Si tratta davvero di  una rivoluzione di popolo contro i corrotti e dispotici  ayatollah. E sta infiammando, oltre la capitale, altre 80 province del Paese. I giornali non ne parlano ma la protesta è ancora in corso. Ho fiducia che il popolo iraniano, che è colto e non ama il suo regime, riuscirà a vincere contro i tiranni

Donald Trump

Donald Trump

Steccando nel conformistico coro generale, il suo giudizio sulla politica estera del Presidente Trump, sembra molto positivo. E’ così? Certo. E’ una politica estera dettata dal realismo e dal pragmatismo. Fa bene a contenere l’aggressiva politica nord-coreana. Sul Medio-Oriente ha ragione. L’Iran è pericoloso. Ha una politica espansionista. Non rispetta le promesse. Sta facendo scappare la popolazione sunnita. Dopo la fine delle sanzioni ha speso tutti i soldi arrivati in armamenti anzichè migliorare le condizioni di benessere del popolo. L’Iran non ha tenuto fede alla parola data  nei precedenti accordi. L’Europa lo sa bene e finge di non vedere per i troppi interessi economici che ci sono in quel Paese. Su Israele, Trump, dice il vero quando afferma che i palestinesi non vogliono la pace perchè si rifiutano di sedere al tavolo delle trattative. E poi ha sostenuto che pur riconoscendo Gerusalemme come capitale d’Israele lui non sarebbe intervenuto sulle questione dei confini della capitale

Ultima domanda. Come sarà il 2018 per Israele? Un anno meraviglioso. Israele ha già superato nel Pil quasi tutte le nazioni europee, compresa l’Italia, la Francia e la Germania. Israele è un Paese meraviglioso. Il Paese dei bambini. Appena arrivati all’aeroporto di Tel Aviv la prima cosa che si nota è la presenza di tanti bambini. E’ un Paese con un alto tasso di natalità e dove la gente ha fiducia nel futuro.

 

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