I fantasmi del passato?
No, i nemici del presente

Memoriale del campo di concentramento di Mauthausen

Memoriale del campo di concentramento di Mauthausen

di Gerardo Verolino –

In Italia guai a chi tocca le celebrazioni del 25 Aprile che chissà perché viene unanimemente considerata come la festa ufficiale della Repubblica italiana, quella fondativa, quella su cui nascerebbe la gloriosa nazione tricolore imperniata sulla Costituzione “più bella del mondo”. Salvo poi parlarne male un attimo dopo non
appena si ripongono le bandiere rosse dei partigiani e si asciuga il ciglio dei vecchi reduci “perseguitati dai fascisti”. E guai a chi tocca la festa dei lavoratori (naturalmente gli unici lavoratori sono gli statali) il famoso Primo Maggio scandito dalla martellante musica pop, inframmezzata da un nostalgico, pudico “Bella
ciao” mentre la folla balla e canta in quell’orgia collettiva che è il concertone di piazza San Giovanni in Laterano solitamente trasmesso dalla grancassa della terza rete Rai: è festa anche per loro.

Gerardo Verolino

Gerardo Verolino

Ma se si cita qualche altra ricorrenza di rilievo come la giornata che,da poco è stata istituita sul ricordo delle vittime delle foibe triestine, o il più famoso Giorno della Memoria per rammentare alle future generazioni ciò che è forse stato il più spaventoso massacro perpetrato scientificamente da una nazione, se non da un’ideologia
quella nazista, nei confronti di un altro popolo, quello ebraico, per il quale si invocava lo sterminio e la distruzione totale, in una parola il genocidio, solo in nome della razza, ecco affacciarsi le schiere di “eccepisti” (“ma non è stato il solo genocidio”); quelli che addirittura rievocano il genocidio dei pellerossa a mo di confronto: una vicenda da ricordare ma lontana da noi, dalla nostra cultura, da nostri ricordi più prossimi, potremmo dire lontana nel tempo e nello spazio.

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Le nostre lacrime scendono e le nostre emozioni vibrano quando vediamo gli angoscianti documentari delle liberazioni dei campi di concentramento mentre è la vista di mucchi di corpi scheletrici accatastati e quegli stessi scheletri dei pochi sopravvissuti che intontiti vagano come morti viventi per il campo senza neanche rendersi conto dell’arrivo dei liberatori, che ci commuovono, ci turbano e spingono chiunque di noi, con un groppo alla gola, a gridare un rabbioso: “Mai più!”.

 

La Risiera di San Sabba

La Risiera di San Sabba

Qualcuno può onestamente dire di essersi commosso durante la visione cinematografica-perchè il nostro immaginario riguardo ai pellerossa è quello legato essenzialmente ai film western o magari ai fumetti che leggevamo da ragazzi-per la morte di un indiano per mano di un gringo o per mano di un soldato del Settimo Cavalleggeri? Non ci fate ridere.
Va bene che anche i soldati del generale Custer subirono una ferocedecimazione e potremmo piangere anche per la loro scomparsa ma questa è un’altra storia.

O, per non allontanarci troppo, qualcuno piange per aver sentito parlare (vagamente) della persecuzione del popolo armeno da parte dei turchi? Solo se ti chiami Charles Aznavour.

Ma nessuno di noi, per quanto possa addolorarci si è mai commosso per la strage degli armeni. Affidarsi al metro del “politically correct” per stabilire un’uniformità di giudizio che leghi tutti i massacri perpetrati durante la storia dell’uomo sulla Terra in un unico, indistinto, asettico massacro identitario del genere umano è semplicemente ridicolo.

Memoriale alle vittime della Shoah della città di Vienna

Memoriale alle vittime della Shoah a Vienna

Quali legami e che sentimenti di vicinanza possiamo avere noi europei con una cultura così altra dalla nostra storia e dai nostri ricordi? E che dire dei dietrologi quelli che la Giornata della Memoria sarebbe un ulteriore favore fatto agli ebrei che si intesterebbero il monopolio del ricordo legato al massacro per favorire la fervente industria dell’Olocausto?

Norman Gary Finkelstein

N. Gary Finkelstein

Che, per chi non lo sapesse, è la delirante tesi di un ebreo americano, Finkelstein, secondo il quale esisterebbe una finalità ben precisa da parte degli ebrei nella rievocazione dell’Olocausto “per estorcere denaro all’Europa in nome delle vittime bisognose”.

Prima fanno passare gli ebrei come i burattinai di una lobby di potenti, ricchi e influenti signori dediti alle più turpi manovre per governare il mondo. Poi li si dipinge come accattoni. Mettetevi d’accordo quando volete usare certi frusti stereotipi antisemiti.
Ma è sempre in prossimità del Giorno della memoria che si scatenano i peggiori istinti dei provocatori.

Vincenzo Lopano

Don Vincenzo Lopano

Come, addirittura, nel caso di quel prete di Altamura, Vincenzo Lopano, che un anno fa dalla sua pagina Facebook chiedeva l’abolizione del Giorno della memoria equiparando Israele alla Germania nazista per la sua conflittualità con i palestinesi. Avete capito bene. Un prete che mette sullo stesso piano Israele con lo Stato nazista.

O quella volta che una settimanale tedesco “Zeitungszeugen” volle pubblicare, proprio in coincidenza della dolorosa ricorrenza, un “bignami” del “Mein Kampf”.

Concerto naziskin che inneggiano alle SS ad Azzano Decimo

Concerto naziskin che inneggiano alle SS ad Azzano Decimo

O, notizia di queste ore, il concerto-show programmato da gruppi musicali di naziskin, ad Azzano Decimo vicino Pordenone, nelle cui canzoni inneggiano, senza un briciolo di pudore, alle SS. Ma se l’insultante concerto si tiene in una sede privata fa molto più scalpore sapere che in un’aula pubblica, in questi giorni, di un’università italiana, a Torino, come raccontato da Riccardo Ghezzi su “l’Informale” , si è tenuto un imbarazzante convegno senza contraddittorio dove estremisti di sinistra hanno vomitato odio contro gli ebrei sostenendo tesi incredibili come, ad esempio, che il processo Eichmann sia stata solo un’operazione mediatica o che il Mossad avrebbe realizzato attentati contro le sinagoghe per incoraggiare l’emigrazione ebraica in Palestina.

Deliri di complottisti moderni. Di quei giovanidi sinistra terzomondisti che dietro l’antisionismo nascondono ipocritamente il loro antisemitismo. Il peggiore secondo Fiamma Nirenstein perché saldandosi con quello di matrice islamista crea un mostro orripilante. Capite perché è importante il Giorno della Memoria? Per difendersi dai fantasmi del passato e dai nemici del presente.

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