Dimenticata al Senato la legge anti bds

Sacks-BDS

Giace in Commissione Giustizia del Senato un disegno di legge, originariamente depositato ad agosto 2015, che porrebbe l’Italia all’avanguardia e in prima linea nella lotta al moderno antisemitismo: quello goffamente mascherato da «innocuo e pacifico» antisionismo.

Luigi Compagna

Luigi Compagna

Il DDL, dal titolo “Norme contro le discriminazioni” – primo firmatario Luigi Compagna – si compone di tre articoli, e vede fra i promotori autorevoli legislatori del calibro di Emma Fattorini, senatrice PD, membro della Commissione per la protezione e promozione dei diritti umani; nonché Paolo Corsini, già relatore della legge di ratifica dell’Accordo tra Italia e Israele in materia di pubblica sicurezza.

Emma Fattorini

Emma Fattorini

Il DDL punta il dito contro il movimento definito «Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni» (BDS); che, accantonando il proposito di supportare e incoraggiare il cammino del popolo palestinese verso la democrazia, bersaglia direttamente lo stato ebraico: nelle sue istituzioni scientifiche, accademiche, commerciali ed istituzionali.

Paolo Corsini

Paolo Corsini

La relazione di accompagnamento ci ricorda che «il moderno assalto ideologico a Israele e il cosiddetto movimento BDS nascono nel 2001 alla Conferenza delle Nazioni Unite a Durban, dove forze anti-israeliane hanno trasformato un evento, originariamente nato per affrontare la lotta globale contro il razzismo, in un inedito festival dell’odio contro lo Stato ebraico».

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La Conferenza delle Nazioni Unite a Durban

I proponenti della legge rilevano come la normativa vigente non risulti pienamente efficace a contrastare queste condotte di demonizzazione dello stato ebraico; e, partendo dall’esperienza transalpina, elaborano in soli tre articoli un’architettura che rende penalmente rilevanti le azioni di incitamento ed incoraggiamento alla discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa: che si sostanzi anche solo nell’intralcio ad attività economica, motivato dalle suddette finalità.

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Come ha ricordato lo scorso anno il presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, è importante che l’Italia si doti di una normativa che renda illegali le attività di boicottaggio dello stato ebraico, al pari di quanto fatto efficacemente dalla Gran Bretagna.
Le infrazioni della “legge anti-BDS” sono punite con la reclusione fino a dieci anni. L’auspicio è che prima della conclusione di questa legislatura si trovi il modo, se non di approvare; quantomeno di far compiere significativi passi in avanti ad una normativa che allineerebbe l’Italia alle nazioni più civili sul fronte della lotta al moderno antisemitismo; e che permetterebbe di dimenticare alcuni maldestri passi falsi della nostra diplomazia in seno ai consessi sovranazionali.

(Borghesino)

http://ilborghesino.blogspot.it/2017/11/che-fine-ha-fatto-la-legge-italiana.html#more

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