Diritti umani e attivisti disumani
L’arresto di Issa Amro

 

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Issa Amro è un giovane palestinese. Un attivista per i diritti umani, che si batte contro gli “insediamenti” ebraici nel West Bank. Residente ad Hebron, è più volta balzato agli onori della cronaca, grazie alla totale e tempestiva disponibilità dei media internazionali; sempre pronti a glissare sullo spirito tollerante e democratico di Israele, e viceversa a fornire microfono e taccuino a chi abbia qualcosa da recriminare nei confronti dello stato ebraico. Fosse l’accusa fondata o anche solo vagamente credibile (dopotutto, viviamo nell’epoca della post-verità, no?).

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Insomma, in poche parole Issa Amro da Hebron è per Gerusalemme un autentico rompicoglioni, oltre che un personaggio tutt’altro che non violento, come ama definirsi.

È per questo motivo che non si comprende come mai, nelle ultime ore, proprio non riesca a fare notizia l’arresto di Amro, pur denunciato da Amnesty International (mai tenera con Israele, per usare un eufemismo). I media arabi che hanno riportato la circostanza, tendono ad ingentilire l’accaduto, tentando grottescamente di rovesciarne le responsabilità – al solito – su Gerusalemme.

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Issa Amro aveva denunciato, dal suo account Facebook, l’arresto di uno speaker radiofonico palestinese, ferocemente critico nei confronti del regime di Abu Mazen.

Ieri, intorno a mezzogiorno, le stesse forze di polizia dell’ANP lo hanno tratto in arresto per le opinioni espresse: un comportamento agghiacciante, stigmatizzato – non abbastanza, a quanto pare – dalla responsabile per il Medio Oriente della nota ONG internazionale. Che denuncia l’escalation di intimidazioni, repressioni, arresti e detenzioni arbitraria da parte della polizia di Ramallah, decisa come non mai a stroncare con tutti i mezzi la libertà di manifestazione del pensiero e delle opinioni; che sia professato da giornalisti, blogger o semplici cittadini.

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Nel frattempo Ayman Qawasmeh, lo speaker radiofonico palestinese che ha denunciato la corruzione e le altre sozzerie di Abu Mazen, è stato rilasciato dalle galere dell’ANP. Perdonato.

Perché? state a sentire: «Mi hanno chiesto i motivi per aver postato quel video. Ho risposto loro che è stato pubblicato in un momento di rabbia, dopo che la strumentazione della radio era stata sequestrata dalle “forze di occupazione” israeliane. Hanno compreso le mie ragioni e mi hanno rilasciato». Come sono belli e bravi e buoni…

 

(Borghesino)

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