Dolci per strada a Gaza
Le “belve” festeggiano così
l’uccisione di quattro reclute

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I quattro soldati uccisi dal camion killer con targa israeliana che ha deliberatamente investito  un gruppo di soldati appena scesi da un autobus sulla Promenade Haas-Sherover, la popolare passeggiata nel quartiere Armon Hanatziv che offre una famosa vista panoramica da sud della città di Gerusalemme, erano quattro giovani reclute delle Forze di Difesa israeliane,  tre donne e un uomo.

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L’attentatore, in possesso di patente di guida israeliana, è stato identificato come un 28enne originario del quartiere di Gerusalemme est Jabel Mukaber, adiacente ad Armon Hanatziv, prima di essere colpito e mortalmente ferito dalla reazione dei militari e della loro guida civile, è riuscito a invertire la marcia ed è tornato a travolgere una seconda volta i giovani già feriti.

Un’azione spietata, feroce. E’ stato necessario l’intervento di una gru per estrarre alcune delle vittime da sotto il camion.

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Le Forze di Difesa israeliane hanno avviato accertamenti anche in relazione al dubbio che da parte delle reclute – allievi di un corso ufficiali per unità non combattenti – vi sia stata eccessiva esitazione nel reagire all’attacco. Secondo una delle guide civili che accompagnavano il gruppo, molti soldati hanno “esitato” a reagire come conseguenza della recente condanna di Elor Azaria, il militare accusato d’aver sparato a un terrorista già a terra ferito durante un attentato, lo scorso marzo, a Hebron. Secondo i primi risultati degli accertamenti, tuttavia, almeno due soldati e forse più, oltre alla guida civile, hanno aperto il fuoco contro l’aggressore “da distanza ravvicinata”.

Le reclute erano in visita nella capitale nel quadro di un programma culturale delle Forze di Difesa israeliane volto a far conoscere ai soldati di leva i siti più importanti della storia nazionale.

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Le Brigate Ezzedine al-Qassam

Pur non rivendicando direttamente l’attentato, Hamas lo ha celebrato lanciando su Twitter l’hashtag #TruckIntifada e distribuendo dolciumi per le vie di Gaza. Su Facebook, un portavoce di Hamas, Hazaem Qassem, ha lodato l’attentato definendolo “eroico”. Un altro portavoce, Fawzi Barohoum, ha dichiarato che Hamas “accoglie con favore la coraggiosa operazione a Gerusalemme” definendola una “reazione naturale ai crimini di Israele contro la nostra terra e i luoghi santi”. Le Brigate Ezzedine al-Qassam, ala militare di Hamas, hanno affermato che l’attentatore era un ex detenuto scarcerato da Israele. Un comunicato del gruppo lo definisce mujahid (combattente della jihad). Intervistata da Quds News a proposito di quello che il network palestinese definisce “l’attacco anti-occupazione di oggi”, una sorella del terrorista ha risposto: “Allah lo ha scelto per questo martirio. Ringraziamo Allah per questo: è il più bel atto di martirio”.

A seguito dell’attentato, domenica pomeriggio è stato convocato d’urgenza il gabinetto di sicurezza del governo israeliano. Sempre domenica pomeriggio, la polizia israeliana ha perlustrato in forze il quartiere di Jabel Mukaber.

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Nir Barkat

“Purtroppo non c’è limite alla crudeltà dei terroristi, che non si fermano davanti a nulla pur di uccidere ebrei e distruggere la vita nella capitale d’Israele”, ha detto domenica il sindaco di Gerusalemme, Nir Barkat, esortando gli abitanti della città e di tutto il paese a “continuare la loro vita come sempre” per “non far vincere il terrorismo”.

“Conosciamo l’identità dell’attentatore e tutto suggerisce che fosse un sostenitore dell’Isis”, ha detto il primo ministro Benjamin Netanyahu parlando coi giornalisti, domenica, sul luogo dell’attentato. “Siamo di fronte a una sequenza di attacchi – ha aggiunto Netanyahu – e ci potrebbe essere un collegamento tra di loro: prima a Nizza, poi a Berlino e ora a Gerusalemme”.

Da anni che i terroristi palestinesi utilizzano i veicoli (auto, camion, ruspe) per investire deliberatamente civili e soldati israeliani, una tattica stragista che negli ultimi mesi è stata adottata anche dai jihadisti in Europa.

Gilad Erdan

Gilad Erdan

Il ministro israeliano della pubblica sicurezza Gilad Erdan ha dato disposizione alla polizia di non restituire il corpo del terrorista ai famigliari. “Siamo di fronte a un crimine particolarmente efferato che potrebbe spronare imitatori – ha spiegato Erdan – Non intendiamo permettere che il terrorista e la sua famiglia vengano omaggiati con funerali ossequiosi tali da incoraggiare altri attentatori”.

(Jerusalem Post, Times of Israel, YnetNews, Ha’aretz, Israele.net)

 

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