Doppio Stato, incognite e minacce

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La soluzione dei due stati •rimane l’unica via per palestinesi e israeliani». A ribadirlo, ieri, è stato il coordinatore speciale dell’Onu per il processo di pace in Vicino oriente, Nikolay Mladenov, parlando in videoconferenza durante una riunione del Consiglio di sicurezza. «Israele, la Palestina e la comunità internazionale — ha spiegato il diplomatico — hanno il dovere di evitare crescenti tensioni, astenersi da azioni unilaterali e lavorare insieme per difendere la pace».

Nikolay Mladenov

Nikolay Mladenov

Le parole di Mladenov arrivano il giorno dopo quelle del presidente statunitense, Donald Trump, che nel corso del suo incontro con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, aveva lasciato intuire un cambiamento di rotta rispetto alla politica statunitense di questi anni. La presidenza palestinese ha ribadito di voler rimanere legata alla soluzione dei due stati e che continuerà a lavorare con gli Stati Uniti in questa direzione. In un comunicato, il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha ammonito che «l’insistenza del governo israeliano nel distruggere l’opzione dei due stati attraverso la continuazione degli insediamenti porterà a più estremismo e instabilità, e ha chiesto a Israele di «rispondere alla richiesta del presidente Trump di fermare tutte le attività di insediamento».

António Guterres, e il capo della Lega araba, Ahmed Aboul-Gheit

António Guterres e Ahmed Aboul-Gheit

Sulla stessa linea la Lega araba. Dopo un incontro al Cairo, il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, e il capo della Lega araba, Ahmed Aboul-Gheit, hanno diffuso un comunicato congiunto a sostegno della creazione di uno stato palestinese, concordando sul fatto che la soluzione dei due stati è «l’unica via per raggiungere una soluzione completa ed equa della questione palestinese». AboulGheit ha avvisato inoltre che l’eventuale spostamento dell’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, sul quale Trump sta prendendo tempo, sarebbe «esplosivo per la situazione in Vicino oriente».

Jean-Marc-Ayrault1

Jean-Marc Ayrault

Dall’Europa, ancora nessuna reazione ufficiale di Bruxelles alle parole di Trump. Il ministro degli esteri francese, Jean-Marc Ayrault, ha definito «molto confusa e preoccupante» la posizione della Casa Bianca sulla questione. Dopo un incontro con il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, al G20 di Bonn, il capo della diplomazia francese ha detto di aver «tenuto a ricordare che per la Francia non ci sono altre opzioni che la prospettiva dei due stati. L’altra opzione, quella che Tillerson ha evocato, senza i due stati, non è realista.

Rex Tillerson, chief executive officer of Exxon Mobile Corp., speaks at the 2012 CERAWEEK conference in Houston, Texas, U.S., on Friday, March 9, 2012.  Exxon Mobil Corp. is moving toward the conclusion of an agreement to drill in the Russian Arctic, Tillerson said. Photographer: F. Carter Smith/Bloomberg via Getty Images

Rex Tillerson

E confusa e preoccupante». Intanto, c’è da registrare l’intervento, ieri sera, del ministro della difesa israeliano, Avigdor Lieberman, che ha lanciato la proposta d aprire un dialogo diretto con i palestinesi nella striscia di Gaza control lata da Hamas.

«Parliamoci», ha detto Lieberman, invocando un «dialogo diretto» in un video postato sul sito web del Cogat (l’organi smo militare responsabile dei Terri tori palestinesi). Il ministro si è detto pronto a discutere con i palestinesi attraverso una videoconferenza e di rispondere alle domande pubblicate sul sito. Israele ed Egitto mantengono il blocco della Striscia di Gaza dopo che Hamas ha preso il potere nel 2006 in seguito a violenti scontri con i rivali di Al Fatah.

(Osservatore Romano)

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