Duello all’ultimo voto

epa07482273 A man walks with his dog between election campaign billboards of Prime Minister and leader of the Likud party Benjamin Netanyahu (L) and leaders of the Blue and White party Benny Gantz (2-R) and Yair Lapid (3-R) and Moshe Ya'alon (R), in Tel Aviv, Israel, 03 April 2019. Israelis will go to the polls on 09 April.  EPA/ABIR SULTAN

Tra Benyamin Netanyahu e Benny Gantz è oramai lotta all’ultimo voto. Martedì prossimo si andrà alle urne e l’esito è ancora incerto anche se, Una volta avanti il Likud, un’altra il neonato partito “Blu e Bianco”.

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Benyamin Netanyahu

Netanyahu ha fatto un appello ai suo elettori ammettendo il momento delicatissimo. “Il governo della destra è in pericolo. I nostri avversari Gantz e Lapid in questo momento – ha detto in una manifestazione davanti la sua residenza a Gerusalemme – ci precedono di 4/5 seggi. Andate a votare”. “Se i sostenitori della destra non si svegliano e non vanno come un solo uomo alle urne – ha aggiunto – ci sarà un governo di sinistra di Gantz e Lapid. Votate e votate solo Likud”.

Stessa chiamata ma più ottimista da parte di Gantz, l’ex capo di stato maggiore che sembra essersi sciolto in questa parte finale della campagna elettorale. “Siamo ad un metro dalla vittoria. Andate a votare: ogni voto è importante per sconfiggere Netanyahu”, ha arringato i suoi sostenitori ieri sera in un teatro affollato di Tel Aviv. “Non c’è più spazio per indecisioni – ha insistito – Non bisogna sprecare voti: o si vota noi, o si vota Netanyahu”.

Benny Ganz

“Noi siamo l’alternativa: un’alternativa di moderazione, di senso dello Stato e di dirittura morale. Tra pochi giorni – ha insistito – saremo di fronte a due sole opzioni: o ‘Blu-Bianco’ come partito di governo ben determinato, o il rischio della prosecuzione di un esecutivo di un premier manipolatore”.
Tuttavia, se Gantz e Lapid sembrano poter essere in testa come partito se pur di pochissimo, non è altrettanto vero come coalizione: tutta la destra (partiti religiosi compresi) può contare, secondo i sondaggi, su 63 seggi (su 120) alla Knesset contro i 57 del centro-sinistra.
E questo rappresenta il vero rebus di queste elezioni.

(Ansamed)

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