E l’Agenzia per la cooperazione italiana
finanzia 500 mila euro
per la salute sessuale delle palestinesi

epa04977276 Palestinian protesters throw stones during clashes in the West Bank city of Bethlehem, 14 October 2015. Meanwhile, hundreds of troops were being deployed in Israeli cities following a series of shooting and stabbing attacks by Palestinians. EPA/ABED AL HASHLAMOUN

La leggi una prima volta e credi di aver capito male. Ed allora rileggi la notizia Ansa e   ti rendi conto che, invece, è tutto vero, anche se ti sembra uno scherzo di Halloween.

L’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, cioè l’agenzia pubblica che si occupa di promozione dello sviluppo internazionale, aiuto pubblico ed emergenze umanitarie ha stanziato 500mila euro come contributo “alla salute sessuale e ai diritti riproduttivi delle giovani donne in Palestina”.

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Lo ha reso noto la sede di Gerusalemme della stessa Agenzia insieme al Consolato generale italiano. L’iniziativa ‘Promozione della salute sessuale e dei diritti riproduttivi in Palestina’ é volta “ad assicurare alle giovani donne un miglior accesso a servizi sanitari di qualità”.

Il finanziamento – è spiegato in un comunicato – consentirà al Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (Unfpa) di “lavorare con Organizzazioni Governative, della Società Civile e Università affinché le istituzioni che si occupano di politiche nazionali e della fornitura dei servizi adottino un approccio olistico e decentrato in tema di salute sessuale e diritti riproduttivi in Palestina”.

donnapal estinaL’intervento sosterrà “iniziative innovative che portino al superamento delle barriere culturali, istituzionali e sociali che limitano il diritto delle giovani donne ad accedere liberamente ai servizi sanitari”.

Il Console Generale Fabio Sokolowicz ha sottolineato che “da lungo tempo il Governo italiano sostiene il popolo palestinese nei settori della salute e dell’uguaglianza di genere. Attraverso questo finanziamento l’Italia continua a promuovere lo sviluppo assicurando che i giovani e in particolare le giovani donne vivano una vita più sana, libera da barriere culturali e da stigmatizzazioni sociali”. “Siamo grati al Governo italiano – ha detto il Rappresentante del Fondo Anders Thomsen – per il sostegno alla Palestina, in particolare alle donne e alle ragazze”.

 

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