Ma allora
chi è Davide
e chi è Golia?

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di Edmondo Monti

E’ evidente ormai da tempo che vi è una narrazione dei fatti totalmente falsata. Si vuol far credere che i “palestinesi” stiano combattendo una lotta impari per la libertà e la loro indipendenza in Cisgiordania e Gaza, (ora parliamo solo di Cisgiordania perché a Gaza Israele non c’è più dal 2005, anche se sono molti a credere diversamente contro ogni logica basata sulla realtà dei fatti, e Gaza è amministrata col terrore e la violenza dall’organizzazione terroristica “Hamas”)

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In realtà il conflitto non è tra i cosiddetti “palestinesi” ed Israele per liberare Cisgiordania e Gaza da una presunta occupazione e vediamo perché: l’Olp   (“Organizzazione per la Liberazione della Palestina”) fu fondata nel 1964 dalla Lega Araba, quando la Cisgiordania era occupata dalla Giordania (già dal 1948) e Gaza dall’Egitto, ne consegue che “liberare la Palestina” dovesse necessariamente significare “distruggere Israele” e dal momento che fino al 1967 col termine “palestinesi” si intendevano comunemente gli “ebrei di Palestina” (in riferimento al Mandato britannico) e che gli “arabi di Palestina” in massima parte altro non erano che Giordani, Egiziani, Siriani, Iracheni trasferitisi lì, risulta evidente come il conflitto sia in realtà tra Israele ed il mondo arabo e, oggi, tra Israele e tutto il mondo islamico.

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Basta guardare una mappa per rendersi conto che Israele è un puntino infinitesimale in mezzo ad un mare di paesi islamici. Una minuscola isola di democrazia laica, libertà, tolleranza e progresso in un oceano di regimi totalitari, teocratici, intolleranti, retrogradi e violenti. Israele ha circa 8 milioni di abitanti, i paesi islamici quasi 2 miliardi e forniscono massivamente sostegno materiale e mediatico ai cosiddetti “palestinesi”.

Allora, chi è Davide e chi Golia? E chi il vero colonizzatore? Ci si potrebbe chiedere perché i paesi islamici forniscano tale sostegno, la risposta è semplice: perché, anche da quanto detto sopra, si evince che il cosiddetto “popolo palestinese” sia una loro invenzione, un loro strumento creato per raggiungere lo scopo di distruggere Israele. Che questo sia il loro scopo lo abbiamo visto dal 1948 in poi quando ripetutamente i paesi arabi attaccarono Israele ed Israele ripetutamente fu costretto a difendersi e li respinse nel ’48, nel ’56, nel ’67 e nel ’73.

Israeli security forces gather at the scene of a stabbing attack, where a Palestinian stabbed an Israeli soldier before he was shot dead, in the flashpoint West Bank city of Hebron on September 17, 2016. An Israeli military statement said the attacker drew a knife during a routine security check in Hebron's Tel Rumeida neighbourhood, wounding the soldier. / AFP / HAZEM BADER (Photo credit should read HAZEM BADER/AFP/Getty Images)

Perciò dopo i continui tentativi falliti, i paesi arabi, privilegiarono la strategia terroristica (certo non nuova) e, allo scopo, quale miglior tattica di “creare” un popolo in cerca di indipendenza?

Un popolo da far apparire defraudato di terra e libertà. L’effetto mediatico sull’occidente del debole che cerca di liberarsi è straordinario e gran parte dei media internazionali ci cade dentro più o meno in malafede, la cassa di risonanza di 2 miliardi di persone contro quella di 8 milioni, fa il resto e così il neonato sgozzato diventa agli occhi dei media un feroce colono, mentre i criminali terroristi diventano poveri eroi che lottano per la libertà.

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A volte, messi davanti alla realtà dei fatti, alcuni media si trincerano dietro una menzogna ancor più disgustosa ed ipocrita mettendo sullo stesso piano non solo chi compie gli attacchi e chi è costretto, per salvare la propria vita e quella degli altri, ad una difesa legittima (quando ci riesce), ma anche il terrorismo “palestinese” e quello di estremisti ebrei, nulla di più volgarmente ipocrita: infatti, mentre i pochi estremisti ebrei che compiono attentati sono dei criminali, volgari assassini e come tali vengono considerati dalla popolazione e dalle autorità israeliane che li arrestano e condannano severamente, i molti terroristi “palestinesi”, educati fin dall’infanzia ad odiare, sono istigati ed incitati dalla popolazione e dalle autorità “palestinesi” ad uccidere quanti più ebrei possibile, vengono considerati eroi nazionali e se incarcerati, loro e le loro famiglie, ricevono ingenti vitalizi e risarcimenti da parte delle autorità, magari con i soldi dell’Europa o dell’Unrwa e con il sostegno morale di molta stampa internazionale, la cui credibilità dovrebbe scendere a livelli infimi se solo si riuscisse a guardare alla realtà dei fatti e non alla versione strumentale costruita a tavolino da un finora dilagante antisionismo che è la versione moderna dell’antisemitismo.

 

 

 

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